Gatteo, un migliaio di persone ai funerali di Pompili

Funerale all’aperto ieri pomeriggio con quasi mille persone per l’ultimo saluto all’ex consigliere e attivista in parrocchia.

Tiberio Pompili aveva 66 anni e si era distinto per l’impegno nel lavoro e nella società. Dirigente di Orogel fresco e consigliere comunale con la lista di centro-destra sia in minoranza che in maggioranza. Aveva contratto il Covid, era diventato negativo in ospedale ma era talmente debilitato che è morto giovedì alle 21 circa. Ha lasciato la moglie Morena Garattoni, docente di inglese, oltre alle due figlie Laura e Ilaria, altri parenti e tanti amici.

Si attendevano numerosi presenti al rito funebre e s’è pensato di non celebrarlo in chiesa, ma al “Fossatone”, ampia area tra la chiesa parrocchiale e il castello. Al rito funebre c’erano anche 18 religiosi, con il celebrante principale della Fraternità di San Carlo Borromeo, ente religioso vicino a Comunione e Liberazione, il rettore don Paolo Sottopietra. Dopo la Messa il feretro è stato accompagnato a piedi al locale cimitero, con un lungo corteo di persone e l’aiuto della polizia municipale per attraversare la rotonda nei pressi del casello autostradale.

Verso la fine della Messa sono state lette 4 lettere di saluto. Due molto struggenti sono state lette dalle figlie che lo hanno ringraziato per l’esempio e l’amore ricevuto. Un’altra lettera è stata letta dall’amica-collega Donatella Grilli e una dal sindaco Gianluca Vincenzi, che ha ripetuto quanto già scritto nei giorni scorsi per ricordarlo. «Caro Tibi – ha letto l’amica-collega – non avremmo mai pensato che saresti stato il primo ad andartene verso il compimento del tuo destino. Siamo affranti e increduli, come tanti qui nel nostro paese e da tante altre parti d’Italia. Sei arrivato nella nostra piccola comunità quando ti sei fidanzato con Morena poi tua moglie e da subito sei diventato amico di tutti noi, condividendo l’esperienza di fede. Anche quando è arrivato il momento della grande prova con la morte dell’amatissima Giulia hai voluto verificare se la fede potesse dare una risposta a un dolore inimmaginabile. Tu e Morena siete diventati per tanti di noi, ma anche per tanti giovani, persone da guardare, autorevoli, un punto di riferimento a cui rivolgersi per qualsiasi bisogno emergesse. E così ci hai segnato il passo; il tuo ardore, il tuo entusiasmo, il tuo slancio, la tua allegrezza e simpatia ci hanno sostenuto e aiutato a vivere».

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