Gatteo, morto l’ex consigliere comunale Tiberio Pompili

È morto Tiberio Pompili a 66 anni per un tracollo fisico dopo aver avuto il Covid che però aveva negativizzato. Una vita di lavoro e di impegno nella società e quel dramma della figlia Giulia morta in un incidente stradale nell’estate del 2009a22 anni.

Pompili è stato un dirigente di Orogel fresco e per una legislatura è stato consigliere comunale di minoranza con la lista vicina al centro-destra e poi consigliere di maggioranza nella prima amministrazione Vincenzi. Ora era pensionato. Ha contratto il Covid, che lo ha debilitato. Sebbene fosse diventato negativo le sue condizioni sono peggiorate e poi precipitate sino alla morte avvenuta due sere fa al “Bufalini” dopo il lungo ricovero. Tiberio lascia la moglie Morena Garattoni, docente di inglese al liceo Marie Curie di Savignano, le due figlie Laura e Ilaria, le sorelle, i parenti e gli amici. Ieri sera c’è stata una Messa a suffragio e il rosario. Il funerale si svolgerà lunedì 5 luglio, alle 14,30 alla chiesa parrocchiale di Gatteo, anche se si sta valutando un’altra location all’aperto per permettere ai tanti previsti di poter seguire il rito funebre. La salma sarà inumata al cimitero di Gatteo.

«Oggi è un giorno molto triste per tutta la nostra comunità – è il pensiero del sindaco di Gatteo Gianluca Vincenzi – se n’è andato un grande amico e il cuore di tutti noi è gonfio di dolore. Marito, padre, consigliere comunale, membro attivo della nostra comunità, Tiberio è stato tutte queste cose e ancora molto di più, è stata una persona che pur avendo attraversato grandi dolori non si è chiuso, non si è lasciato vincere, ha rilanciato e si è messo alla ricerca di un senso altro. Una ricerca che ha voluto e saputo vivere in modo corale, mettendosi a disposizione degli altri, spronando sempre tutti a non fermarsi alla prima apparenza, a cercare il significato profondo delle cose. Come Amministrazione siamo legati a Tiberio che ha rivestito il ruolo di consigliere comunale e lo ha fatto con serietà, impegno e partecipazione. Ci legano a lui anche la stima e l’affetto maturato nel comune percorso politico fatto tra le fila della stessa lista civica. Era il nostro grande saggio, la persona che con la battuta sdrammatizzava qualsiasi situazione ma poi, quando era il momento di fare sul serio riportava tutti all’ordine e alla riflessione: una voce autorevole e schietta che non mancava mai di offrire un consiglio o un punto di vista unico».

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