Gatteo, Linea Sterile: «Noi più penalizzati dai costi energetici»

Quando Mauro Ravaglia racconta della sua azienda Linea Sterile traspare sempre l’orgoglio di chi ha nel proprio lavoro una missione. Linea Sterile è un’azienda con sede a Gatteo che fa servizi di lavanoleggio e sterilizzazione biancheria esclusivamente per il settore ospedaliero. Proprio il suo lavorare con il servizio pubblico rende ancor più complesso gestire gli aumenti di materie prime e energia considerata l’impossibilità di scaricare, nemmeno in minima parte, quei rincari sul cliente.

«Nell’ultima analisi sulla ricaduta dei costi energetici e similari che risale a inizio agosto 2022 confermata anche dall’associazione Assosistema emerge che lavanderie industriali sono tra i settori che hanno risentito in maggior misura degli incrementi straordinari ai quali stiamo assistendo», spiega Ravaglia, amministratore delegato di Linea Sterile. Per dare una proporzione della proporzione di questi aumenti Ravagli si affida ai numeri: «Il gas metano rispetto al 2020 è aumentato ad oggi del 1055%, l’energia elettrica sempre rispetto al 2020 è aumentata del 615%, le sostanze chimiche e detergenti sono aumentate del 102%, il polietilene è aumentato del 96% ed il tessile base è aumentato del 95%. Tutto ciò fa emergere che il rincaro dei fattori produttivi ci genera nel complesso, ad ora, un aumento dei costi generali sul bilancio pari al 38% circa». Scende nel dettaglio dell’impatto dei soli costi energetici e provando a essere ancora più esplicito («per essere diretti e specifici»), Ravaglia traduce gli aumenti in euro: «Nel 2019 di solo spese utenze gas, metano ed energia elettrica per trattare 5.400.000 chili di biancheria abbiamo speso 600.000 euro, nel 2022 prevediamo che per trattare 5.800.000 chili di biancheria spenderemo circa 2.100.000 euro». Un costo quasi quadruplicato a fronte di un aumento di produzione di poco superiore al 7%.

«Ci tengo molto a precisare che eseguiamo servizi con contratti d’appalto per enti pubblici con corrispettivi bloccati ed elaborati nel 2019 – sottolinea Ravaglia -. Da allora non c’è stato riconosciuto nessun adeguamento delle tariffe». A livello nazionale l’associazione di categoria sta cercando di ottenere un riconoscimento, ma i tempi di reazione sono lunghissimi e il timore generale è che lo diventino eccessivamente. Il suo, aggiunge, «Non vuol essere il canto del cigno, siamo consapevoli di eseguire un servizio pubblico per il benessere e la salute della nostra collettività con grande efficienza ed affidabilità, con grande spirito di sacrificio e siamo orgogliosi di effettuare servizi senza soluzione di continuità. Ma la situazione è kafkiana».

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