Gatteo, le proteste: “Quel tetto in eternit è una bomba ecologica”

Preoccupazione e proteste per il fabbricato adiacente accanto al castello con il tetto in eternit. Nei giorni scorsi è stato svelato un importante progetto di restauro del castello, nel corso del convegno dal titolo “Accadrà”, promosso dalla sezione Vallate dell’Uso e Rubicone di Italia Nostra. Ma alcuni residenti fanno notare che in quella zona, precisamente in vicolo del Fossone, c’è un pericoloso tetto in eternit di cui aspettano da anni lo smantellamento.

Il recupero del castello

Con una delibera di giunta del mese scorso, sono stati programmati due stralci di lavori.

Il primo, di importo pari a 900.000 euro, riguarderà il restauro conservativo delle mura, la creazione di un grande parco pubblico ai piedi del castello e il restauro della casina Manzi, che ospiterà un museo multimediale dedicato agli architetti Antonelli.

Il secondo stralcio dell’intervento consisterà nella riqualificazione della corte interna del castello. Sono in corso le valutazioni preliminari da parte della Soprintendenza. Il costo, stimato in 200.000 euro, risulta già finanziato nel bilancio pluriennale del Comune.

Il fabbricato adiacente è lungo 20 metri e largo 8, e quindi, così come il famigerato tetto, ha una superficie di circa 160 metri quadrati. Da una mezza dozzina di anni appartiene al Comune di Gatteo, che l’ha comprato dai privati che ne erano proprietari.

Bomba ecologica in centro

Il nuovo progetto di recupero del castello malatestiano, presentato nel convegno di Italia Nostra, è piaciuto molto. Ma ci sono famiglie che da anni stanno protestando e attendono con ansia che l’eternit esistente sulla copertura dell’edificio adiacente venga rimosso al più presto.

«Quel vecchio fabbricato risale agli anni Cinquanta e ci hanno abitato cinque famiglie – racconta Ferdinando Vaienti – In seguito è stato utilizzato da mio padre Guerrino, venuto meno nel 1976, come stalla per custodia cavalli, e dopo la sua morte è diventato è un laboratorio di un fabbro. In seguito i proprietari privati hanno venduto il fabbricato al Comune di Gatteo. Il tetto in amianto è però ancora lì».

Guido Bastoni, che abita da quelle parti e si fa portavoce del malcontento delle decine di famiglie residenti, aggiunge: «Sono anni che le amministrazioni comunali di Gatteo ci dicono che presto sistemeranno. Ma le promesse di smantellamento vengono sempre differite nel tempo. Adesso non vorremmo che passassero altri anni, prima di metterci mano, quando per tutelare la nostra salute andrebbe fatto immediatamente. A poche decine di metri di distanza, vivono tante famiglie e ci sono pure le scuole elementari. Non possiamo più aspettare: smantellare quel tetto pericoloso deve essere una priorità».

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