Gatteo: donna aggredita da un San Bernardo, salvata dai passanti

«Per minuti che mi sono sembrati ore ho creduto di morire. Lui continuava a mordere e a trascinarmi. Mi hanno salvato due ragazzi. Che non saprò mai come ringraziare. Adesso sono sotto shock e non passerò mai più da quella strada».

E.T. è una ricercatrice universitaria di 32 anni. Abita a S. Angelo di Gatteo e due pomeriggi fa è stata aggredita da un cane: che lei definisce come un “enorme San Bernardo”. Il padrone dell’animale non riusciva a far nulla per togliere le fauci dell’animale da addosso alla donna. Che è stata salvata da due giovani e dal fatto che uno dei due viaggiasse su un furgone. Dentro al quale hanno rinchiuso la donna aspettando i soccorsi dell’ambulanza e dei carabinieri.

In via Campagnola

Il fatto si è verificato attorno alle alle 18 di sabato in via Campagnola: una strada isolata che corre tra la zona di S. Angelo e Gatteo.

«Io abito a poca distanza dal punto dove è avvenuto tutto. Da circa una decina d’anni. Ero uscita di casa per una passeggiata evitando le ore più calde. E stavo camminando da un paio di minuti quando sono arrivata a ridosso della casa. Dove da un paio d’anni vive un signore, proprietario di tre grossi San Bernardo».

Si tratta di animali di stazza massiccia. Per trasportarli il proprietario di solito utilizza un furgone. In quel momento, dai ricordi dell’aggredita, i cani erano al guinzaglio con il padrone all’interno del cortile della casa.

Un cane si è liberato ed è corso incontro alla donna. Azzannandola prima ad un braccio e poi trascinandola dentro al fossato. Qui l’animale ha continuato ad azzannarla senza che il proprietario (impegnato a trattenere gli altri due San Bernardo che aveva al guinzaglio) potesse intervenire. A salvare la donna un giovane che trasnitava in furgone. Si è fermato e ha affrontato prima il cane da solo, armato di un bastone che aveva in auto. Poi è stato aiutato da un secondo giovane accorso brandendo una zappa. I tre sono riusciti a rifugiarsi dentro il furgone. Ed hanno chiamato ambulanza per far soccorrere la donna, poi medicata al Bufalini di Cesena (nella foto parte delle medicazioni)edi carabinieri.

Tutti i particoilari nell’edizione in edicola del Corriere Romagna.

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