Gatteo, bimbo ingoia moneta da 10 centesimi e rischia di soffocare

Paura e necessità di soccorsi rapidi e specialistici per un bimbo di 2 anni vittima di un “incidente” durante le vacanze con i suoi genitori. La famigliola stava trascorrendo un periodo di meritate ferie un un albergo sul lungomare di Gatteo quando il piccolo, che era nella camera al terzo piano assieme a mamma e papà, ha iniziato a singhiozzare ed a respirare male. La colpa, anche se in quel momento i genitori non potevano saperlo, era di una monetina da 10 cent. Il bimbo ha cercato di spiegarsi tra una lacrima ed un singulto e quando i genitori hanno capito che aveva ingerito qualcosa che non se ne voleva andare né su né giù, hanno allertato il 118.

La colpa di tutto era di una monetina da 10 centesimi. Che il piccolo, per giocare ed in un attimo in cui i genitori non lo stavano guardando, aveva impugnato, messo in bocca e cercato di ingerire.

Sul momento la moneta si era incastrata “di taglio” ed in maniera tale da permettere di respirare al bimbo anche se non in maniera corretta. Quando il personale del 118 è arrivato in albergo ed ha preso in carico il piccino, la moneta si era mossa in direzione dello stomaco ma era ancora “incastonata” in maniera tale da non riuscire ad estrarla con manovre manuali. Il piccolo così è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Maurizio Bufalini di Cesena. Dove è stato sottoposto ad una radiografia che ha evidenziato il punto esatto dove la moneta era intrappolata all’intero del corpo del piccino.

Nel cuore della notte sono scattate le valutazioni del caso ed il piccolino è stato fatto ripartire in ambulanza. Alla volta dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna dove per lui era programmata un’operazione. Serviva infatti una gastroscopia eseguita con del materiale particolare per permettere di affondare fino alla monetina da 10 cent, arpionarla e recuperarla facendola uscire dalla bocca, prima che scivolasse negli intestini del bimbo ed in punti più difficili da raggiungere e dove poteva creare lacerazioni e danni interni.

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