Gas alle stelle, Federconsumatori: attenti alle truffe

Bollette alle stelle e boom di richieste al cambio tariffa e compagnia. Federconsumatori: «Attenti alle truffe da Far west». I postini hanno appena recapitato le stangate di dicembre e gennaio e già i riminesi corrono ai ripari. Rispetto ai trend abituali si registra infatti un deciso aumento di contratti con nuove compagnie energetiche.
Monitoraggio costi
«Siamo ben oltre il 20% – spiega il presidente di Federconsumatori, Graziano Urbinati -. Un cambio di rotta dettato dalle bollette considerevoli, determinate a loro volta dall’esplosione dei prezzi delle materie prime». Tuttavia nel cambio, occorre sapersi «orientare nella giungla del mercato», afferma. Perciò consiglia di informarsi sul portale di Arera, l’autorità competente per l’energia, monitorando nell’apposito sito i costi delle varie compagnie, tramite comparazioni, specie in una fase come questa di mercato misto e non del tutto libero, almeno «fino al 2024». Chi è “passato” ad altre soluzioni, osserva il presidente, è stato «attirato e accaparrato da un pacchetto di offerte, magari temporanee, su cui va mantenuta la guardia alta, per evitare l’assalto alla diligenza». È evidente cioè che si possa cadere dalla padella nella brace e , ribadisce, chi ha dubbi può rivolgersi a Federconsumatori. Intanto fra i «700 gestori c’è chi ha già ritoccato le tariffe, tipo Far west. D’altronde mancando un albo si trovano anche compagnie fasulle». Perciò quando si ricevono le famose telefonate d’offerta «bisognerebbe prender tempo e consultare le assoconsumatori sugli opportuni canali, anziché rispondere in modo affermativo».

Rincari a go go
Tornando allo schiaffo dei rincari prima mette i puntini sulle “i”, ricordando che «in Italia il tariffario è sempre stato più salato che nel resto d’Europa. A metterci il carico da dieci «oneri di sistema, tassazioni, nonché l’Iva». Poi riconosce che stavolta la lunga miccia della crisi è legata con quella energetica, oltre alla situazione internazionale. Per quanto riguarda poi gli incrementi, fa presente che toccheranno il «60% per la luce, mentre per il gas la percentuale s’impenna al 70%». E non è tutto.
I rincari, precisa, si riverberano a pioggia sul resto, «dai trasporti merci in poi, incidendo sui prodotti di prima necessità».

Il caso riminese
Quindi, dati alla mano, considerando anche l’inflazione «intorno al 5% circa nella provincia di Rimini, l’esborso medio annuo per famiglia sarà di 1500 euro in più». Cifre che, sottolinea Urbinati, metteranno in crisi in primis «chi ha la pensione minima, tant’è che qualcuno già ci dice che il riscaldamento non lo accenderà neppure».
Tra le misure alternative, dopo una vita di lavoro, balena anche l’idea di andare a mangiare alla Caritas. Tanto più perché, nota, «nel riminese le pensioni sono di media inferiori al resto della Regione a fronte di lavoro precario e stagionalità, nonché di minori contributi versati». Perciò si riscontrerà «a breve anche la povertà cosiddetta energetica. Che sta già colpendo non solo i nuclei a reddito basso, quindi in difficoltà, ma anche quelli che ruotano attorno a uno medio».
E incalza: «Non dimentichiamo che gli stipendi sono fermi, mentre la dinamica inflattiva è in rialzo esponenziale ». La conseguenza? «Il potere d’acquisto si ridurrà a dismisura. Senza dimenticare che gli elementi di povertà nel tempo generano ricadute ulteriori».
Tradotto: «Un anziano che vive al freddo o non si alimenta in modo adeguato vivrà recrudescenze sulla salute, si ammalerà più spesso e così via». Stesso discorso per i «diversamente abili e quanti hanno perso il lavoro, – osserva – ecco perché la pandemia è un acceleratore marcato anche nelle differenze sociali». Intanto la forbice si amplia «sempre di più e le frange più esposte della popolazione rischiano un isolamento sociale. Per questo bisogna intervenire con urgenza e in modo deciso su simili questioni», conclude.

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