L’assessore alla Sanità: “Pronto soccorso di Riccione, sette pazienti su dieci non hanno niente”

Cambiare le modalità di accesso al pronto soccorso per evitare che tantissimi pazienti lo «intasino» e sfruttare le tecnologie per «migliorare l’assistenza». E ancora: al lavoro sul Pnrr per offrire nuovi posti letto dedicati ai disabili e agli anziani e sinergia con il Comune di Rimini e con i Comuni limitrofi per sviluppare una politica sanitaria territoriale, «superando le inutili logiche del campanile». L’assessore comunale alla Sanità, Gianluca Garulli, traccia un primo percorso del suo impegno di tecnico della sanità ed invoca la condivisione per dare risposte concrete ed efficienti ai cittadini.

Assessore, come è stato il suo primo approccio con la macchina amministrativa?

«Devo dire che è stato un incontro estremamente proficuo ed interessante anche perché, a parte due assessori, siamo tutti non politici e questo da un lato è un vantaggio e dall’altro speriamo non diventi uno svantaggio nel senso che condividiamo le competenze che abbiamo sviluppato professionalmente e le mettiamo al servizio del comune di Riccione e della sindaca Daniela Angelini. Siamo animati dalla volontà di fare molto bene».

La sanità in generale vive di eterne difficoltà. In Emilia Romagna è migliore rispetto ad altre regioni, tuttavia i punti di debolezza sono evidenti. Cosa pensa di fare per migliorare i servizi?

«Da tecnico le dico che manca a questa classe dirigente, medica o manageriale, una visione in prospettiva di ciò che realmente serve. A noi il Covid ha insegnato una gran cosa, che fondamentalmente noi tecnici già sapevamo e che probabilmente i nostri manager hanno provato sul campo. Ciò che a mio avviso non è stata evidenziata è la capacità di adattamento da parte dei medici ad una situazione estremamente difficile con scarse risorse. La capacità di adattamento, che poi è diventata resilienza, non era così scontata, ma fondamentalmente era presente nel sistema intendendomi riferire al personale sanitario, medico ed infermieristico. Era forse meno presente in quello manageriale. Manca lavorare intorno a ciò che serve veramente».

Si riferisce all’emergenza?

«In tema del pronto soccorso se guardiamo i dati sappiamo che di cento pazienti che si recano al pronto soccorso 70 non ne hanno bisogno e se analizziamo ancora i dati notiamo che le risorse dei medici che vanno nel pronto soccorso a lavorare sono purtroppo a calare nei prossimi cinque anni. Allora è inutile che diciamo di voler cercare medici che già sappiamo che non li troveremo; cambiamo la modalità di erogazione della prestazione all’interno del pronto soccorso e creiamo una modalità che risponde a quel 70 percento di codici bianchi e verdi che vanno in pronto soccorso e che non dovrebbero andare».

Anche l’ospedale di Riccione finisce spesso nella bufera.

«Su questo tema annuncio che avremo un incontro con assessore regionale perché intendiamo offrire una sanità che dia risposte certe ai cittadini e che debba mettere in condizioni i miei colleghi medici di lavorare serenamente riducendo il tasso di errori. Il mio assessorato è trasversale perché legato con il concetto del benessere e dell’innovazione tecnologica, pertanto punteremo ad utilizzare le tecnologie per unire i concetti».

Lei ha la delega anche ai servizi sociali, cosa intende mettere in campo per migliorarli?

«Il concetto del miglioramento possibile mi appartiene e rappresenta un mio valore. Mercoledì scorso abbiamo analizzato alcune possibilità che il Pnrr può offrire, abbiamo guardato ad alcuni bandi che sono stati predisposti e che porteranno all’aumento della disponibilità letti per gli anziani e di possibilità di assistenza per i pazienti disabili. Abbiamo concertato una riunione su come concludere e presentare istanze che scadranno a settembre anche in accordo con i comuni di Rimini e limitrofi proprio per fare azione sinergica sul territorio».

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