Da tanti anni segue con passione la pallacanestro forlivese in giro per l’Italia e da 12 è uno dei più attivi giocatori e promotori sul territorio dell’attività di Wheelchair Basket, la società di pallacanestro in carrozzina di Forlì che partecipa al campionato Uisp e che lui stesso assieme alla Comunità Papa Giovanni XXIII ha contribuito a fondare e, successivamente, a crescere. Ora il 33enne Andrea Fornito ha un altro sogno da realizzare: acquistare un automezzo attrezzato per il trasporto del passeggero in carrozzina.

Raccolta fondi

Un desiderio che per lui è anche e prima di tutto un’esigenza: essere quanto più possibile autonomo nella vita di ogni giorno e nel poter continuare a coltivare la sua passione e il suo tifo per la palla a spicchi e per l’Unieuro Forlì. Fornito ha deciso di lanciare una campagna di raccolta fondi attraverso la piattaforma della Comunità Papa Giovanni XXIII che gestisce la casa famiglia “San Pietro” dove lui stesso vive.

Andando sul sito daicistai.apg23.org è possibile non solo aderire alla sua campagna effettuando una libera donazione completamente trasparente e “sicura”, ma anche creare una propria campagna personale a sostegno del progetto da fare poi veicolare sia sulla piattaforma, sia sui propri canali social.

Il traguardo

L’obiettivo è raggiungere entro fine giugno, o quanto meno avvicinare il più possibile, la quota di 25mila euro necessaria all’acquisto di un Fiat Doblò attrezzato con rampa e sistemi di sicurezza che consentano a Fornito di poter essere trasportato anche con una carrozzina elettrica e senza bisogno di avere quella a spinta. In sostanza, Andrea non può guidare, ma con questo mezzo sarà più autonomo anche rispetto a chi lo aiuterà. Non c’è limite né minimo né massimo, alla quota da donare e sinora sono stati già superati i 3.100 euro grazie agli amici e anche ad alcuni giocatori di basket come Simone Pierich.

Forza d’animo

«La mia vita in carrozzina è piena di passioni, ma anche di difficoltà quotidiane che però, con l’aiuto di famiglia e amici, riesco sempre a superare col sorriso – spiega –. Uno degli scogli più grandi da affrontare è la mancanza di autonomia: non ho un mezzo che mi permetta di spostarmi liberamente. Familiari, amici e volontari, che gravitano attorno alla casa famiglia, sono sempre molto disponibili e con non poca fatica, riescono a sollevarmi e a caricarmi sui vari mezzi di trasporto. Tutto questo per far sì che io riesca a coltivare i miei interessi». Il basket, ma anche l’animazione in campi di condivisione in tutta Italia. «Mi piacerebbe sollevare le persone da questo impegno: un automezzo attrezzato per le carrozzine sarebbe la soluzione. Potrei dare un passaggio anche a tanti altri ragazzi in difficoltà e ai miei compagni di squadra del Wheelchair Basket Forlì».

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