Gambettola, montascale rotto, invalido bloccato in casa da 6 mesi

Gambettola

«Sono recluso in casa da sei mesi». Sebastiano Mazzola, per gli amici “Seba”, vive una condizione di profondo disagio sociale all’interno di una casa Acer, dove non riesce ad uscire in quanto invalido 100%, si sposta solo in carrozzina e il montascale condominiale è rotto.

La situazione attuale

A Gambettola, in via Montegrappa, numero 50, nell’area Peep, c’è un condominio di tre piani sprovvisto di strutture elementari come un montascale e che ospita da tempo persone con disabilità fisica. In un alloggio ci vivono due fratelli invalidi: Sebastiano e Grazia Mazzola, di 68 e 65 anni. Grazia è invalida e al momento si appoggia dall’altra sorella Rosa che abita a Gambettola, in quanto ha bisogno di essere trasportata tutti i giorni. Sebastiano invece vive da solo e dal 1° settembre 2025 non è più riuscito ad uscire di casa. «L’edificio è sorto oltre un quarto di secolo fa - dice Sebastiano Mazzola - già da allora venne montato il montascale perché serviva alle persone con disabilità. Io sono arrivato in seguito e vivo qui con mia sorella».

Montascale obsoleto

«L’anno scorso a maggio il montascale si è rotto. L’Acer a cui pago il canone d’affitto mi disse di ripararlo a mie spese in quanto non avevano fondi. La riparazione costò 1.850 euro, somma che mi venne rateizzata aumentando il canone mensile. Purtroppo ad agosto, appena tre mesi dopo, il montascale si è rotto di nuovo. L’assistente sociale che mi segue ha richiamato Acer che prima ha preso nota e poi da allora tergiversa. Si è limitata a fornire il nominativo di una ditta che installa e ripara montascale. I tecnici venuti sul posto ritengono che questo montascale di circa 30 anni non sia più riparabile, troppo obsoleto. Per la sua sostituzione servono però oltre 20 mila euro. Ho richiamato Acer facendo presente tutta la questione e mi hanno di nuovo chiesto se potevo pagarlo io. Ma con una misera pensione come faccio a pagare una simile cifra? Poi mi chiedo: la casa è stata costruita da Acer per gli invalidi civili, come mai il montascale lo deve pagare un invalido?».

Recluso in casa

Ora da sei mesi l’invalido non può uscire di casa: «Mia sorella Rosa, i miei due figli Alex e Eleonora e gli amici vengono a trovarmi, a farmi compagnia, mi portano la spesa, ci facciamo pizzate in casa, ma non posso uscire dall’alloggio. Per le visite mediche ho già dovuto rinunciare a curarmi i denti e fare la fisioterapia che era programmata in questi sei mesi, ma adesso a marzo ho una visita importante di “terapia del dolore” per la cervicale che mi opprime. Cosa faccio? Se rimando pure questa poi l’Ausl mi darà un altro appuntamento chissà quando. Auser o altre associazioni di volontariato non sono strutturate per trasportarmi giù per le scale. Andrebbe chiesto ad un’ambulanza che costa circa 100 euro. I miei conoscenti si dicono scandalizzati dall’insensibilità di Acer. Io sono disperato».

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