Gambettola, lo storico Baldini scopre in un carretto agricolo le ruote di un aereo Caproni della prima guerra mondiale

Due ruote d’aereo di oltre un secolo rimangono a Gambettola. Erano di uno degli aerei atterrati durante la prima guerra mondiale nel luogo dove c’era l’aereoporto di Gambettola. Rari cimeli stavano per essere venduti quando lo storico locale Antonio Baldini li ha acquistati per evitare che finissero nelle mani di qualche collezionista anonimo.

La pista a Gambettola

Oltre un secolo fa Gambettola aveva una sorta di aeroporto. Negli archivi storici comunali risulta che esisteva una pista d’atterraggio durante la prima guerra mondiale. Infatti nel conflitto 2015-2018 il fronte attivo non era limitato al nord-est: anche le coste dell’Adriatico centrale ebbero i loro scontri. Gambettola si distinse tra l’altro per il numero di soldati impegnati nel conflitto.

Che ci fosse pure un mini “aeroporto” l’ha scoperto, qualche anno fa, il ricercatore di storia locale Antonio Baldini, dopo aver ottenuto il permesso di esaminare i documenti custoditi nell’archivio storico comunale. Tra questi ha scovato la costruzione della pista di atterraggio nel territorio di Gambettola. Nel 1917 gli Austriaci bombardavano le coste romagnole sia dal mare sia dal cielo e così la Marina militare italiana faceva muovere treni muniti di cannoni lungo la costa da Ancona a Ravenna per difendersi dagli attacchi. Come ulteriore misura si costruirono anche piste d’atterraggio aerei. Il 7 giugno 1917 la Direzione tecnica dell’Aviazione militare di Torino-Rotte aeree inviò al municipio di Gambettola una lettera per individuare aree per campo di atterraggio aeroplani. Il paese fu preferito a Sant’Angelo di Gatteo e alla zona della Verzaglia nel comune di Cesenatico. Gli amministratori pubblici di allora si avvalsero dello studio dell’avvocato Achille Ghini per indicare la zona più adatta. Fu individuata nel campo Valentini, già Magni in via Staggi (oggi via Pascoli). Poi venne incaricata la ditta Galassi Angelo, birocciaio di Gambettola, per eseguire i lavori, che terminarono nel settembre 1917. La spesa fu di 640 lire.

Ritrovamento e acquisto

La pista di atterraggio fu smantellata dopo la fine della guerra e se ne perse la memoria. Ma diversi anni fa, in una casa agricola su via Pascoli, sono emerse due ruote particolari: venivano usate per un carretto agricolo, ma in origine erano quelle di un aereo Caproni, modello Ca23 o Ca25, forse non più ripartito dopo essere atterrato. Il rottamaio Sante Placucci (1903-1976), le acquisto e le tenne per sé, come pure il figlio Federico. Quando l’anno scorso quest’ultimo è deceduto, gli eredi hanno deciso di venderle. «Quando ne sono venuto a conoscenza - afferma Antonio Baldini - mi sono subito fatto avanti e le ho comprate. Ora le conservo con cura e se un domani dovesse nascere un museo della città di Gambettola ne diventeranno uno dei pezzi forti».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui