Gambettola, polo sanitario all’ex Sacta sotto tiro in Regione

Il progetto pubblico per recuperare l’ex tabacchificio “Sacta” viene preso di mira con un’interrogazione regionale di Fratelli d’Italia, che ne contesta la parte che prevede di realizzare lì un polo sanitario. Sorta all’inizio del Novecento, per decenni quella struttura ha dato da lavorare a molte famiglie. Nel dopoguerra ci fu però la chiusura e il declino dell’area, con fabbricati oggi fatiscenti. Dagli anni Ottanta le varie amministrazioni comunali che si sono succedute hanno tentato, senza successo, di far rivivere l’area dismessa. Nel 2001 il Consiglio comunale di Gambettola aveva dato il via libera a una bozza d’accordo con la proprietà. Ma dopo una lettera anonima, la Soprintendenza delle belle arti ha posto il veto sul progetto. La giunta Bisacchi ha riannodato i fili per cercare di superare lo stallo, creando anche una “Casa della comunità” dell’Ausl, che acquisirebbe nuovi spazi. Il nuovo progetto di rigenerazione urbana dell’immobile, definito dal Comune di Gambettola insieme alla Provincia, prevede nuove abitazioni e un’area destinata al supermercato. Inoltre, dovrebbe sorgere una zona riservata ai servizi al cittadino, che consentirebbe di riorganizzare la “Casa di comunità”, situata ora in via Viole e ormai molto sacrificata negli spazi.

L’interpellanza

Fratelli d’Italia ora punta il dito e esige «chiarezza sui costi della nuova “Casa di comunità”», chiedendo di «valutare alternative meno dispendiose in altre zone». A depositare un’interpellanza in tal senso è stato Marco Lisei, consigliere regionale che guida il gruppo “Fratelli d’Italia-Giorgia Meloni presidente”. Chiede di «evitare soluzioni inutilmente dispendiose per le casse pubbliche: bene la rigenerazione urbana dell’ex tabacchificio, ma la possibile collocazione della “Casa di comunità” dell’Ausl Romagna in questa struttura apre l’incognita dei costi a carico delle casse pubbliche». Alice Bonguerrieri e Luca Bartolini, coordinatrice provinciale e dirigente di Fdi, rincarano la dose: «Occorre subito fare chiarezza sulle funzionalità della struttura e i relativi investimenti necessari. Chiediamo di sapere a che punto di sviluppo è questo progetto e quali sono le spese effettive. L’area a carico dell’Ausl Romagna sorge nella medesima zona vincolata dalla Soprintendenza regionale, che ha dichiarato l’immobile di importante interesse storico-artistico, motivo per cui i costi della rigenerazione saranno inevitabilmente elevati e graveranno sulle casse pubbliche. La nostra idea sarebbe quella di riorganizzare la “Casa di comunità” con un minore impatto economico in un’altra zona della città ugualmente funzionale, considerando che l’edificio in questione è attualmente inserito in una zona occupata storicamente anche dal mercato ambulante di Gambettola. Ci auguriamo che il sindaco, in collaborazione con tutto il Consiglio comunale, giunga alla soluzione migliore per l’intera cittadinanza: avviare un percorso di confronto su questo potrebbe evitare sprechi di risorse pubbliche».

Replica durissima della sindaca

La sindaca Letizia Bisacchi parla di «bel progetto per ridare slancio alla nostra città» e definisce «pretestuoso l’intervento di una forza politica che a livello locale non si è mai manifestata e non conosce la nostra realtà e le legittime aspettative dei propri abitanti. Fdi sembra nemmeno sapere che l’Ausl di via Viole non serve solo Gambettola, ma anche Gatteo, Longiano, Roncofreddo, Montiano, per un bacino di 37.000 abitanti, che chiedono di avere servizi sanitari di prossimità. In tempo di Covid tutti hanno avuto modo di constatare che i servizi Ausl vanno decentrati il più possibile. Senza considerare che la nostra idea è di riunire in questo polo di servizi sanitari anche alcuni servizi specialistici, oggi mancanti, come la cardiologia e la pneumatologia. Questa interpellanza è solo un colpo basso alla ricerca di visibilità e in sfregio a tutti i gambettolesi».

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