Gambettola, Otto Club: il Covid blocca di nuovo la festa-nostalgia

“Otto club”: il mito resiste al tempo, ma la pandemia spinge a rinviare per il secondo anno un evento voluto per conservarne la memoria. Quindi non resta altro che sfogliare l’album dei ricordi per festeggiare il 60° anniversario dell’apertura della sala da ballo che anticipò la famosa balera-discoteca di Gambettola. Quella che ha fatto innamorare generazioni di persone, prima di venire demolita. Nel giugno 1962 aprì in via Don Minzoni il cinema “Progresso”, che veniva usato anche come balera, per volere della Cooperativa del Popolo di Gambettola. Nel 1969 la stessa cooperativa decise però di costruire una discoteca ex novo, in via Leopardi, al numero civico 8: l’Otto Club, che per un quarto di secolo ha furoreggiato. «Fu senz’altro un’iniziativa indovinata – ricorda Carlo Bisacchi, che ha visto crescere quel dancing ed è stato anche presidente di Idea Coop, che negli anni Ottanta raccolse l’eredità della precedente Casa del Popolo – Il locale ha ospitato tanti nomi famosi e ha fatto ballare tanti gambettolesi e anche ragazzi che arrivavano da fuori, richiamati dal suo fascino. All’Otto club si sono innamorati in tanti».

L’epopea della discoteca

L’Otto Club fu inaugurato il 15 ottobre 1969 e per 25 anni ha funzionato come punto di ritrovo per i giovani e meno giovani. Ha visto esibire cantanti dal vivo, gruppi, orchestre, disc-jockey provenienti da varie parti d’Italia. All’inaugurazione arrivò Little Tony. Seguirono Massimo Ranieri, Claudio Villa, Toto Cutugno, Amy Stewart, orchestre folk e affabulatori come Beppe Grillo e Mike Bongiorno. Con l’avvento delle discoteche, provò a cambiare nome in “Fascination”. La gestione fu poi rilevata da un folto gruppo di ragazzi che vi lavorano gratuitamente e seppe tornare in auge, riprendendo il nome “Otto club”. Finché nel 1994, con la crisi dei locali da ballo, chiuse definitivamente, lasciando spazio alla costruzione di abitazioni.

Incendi e feste e ricordi

Nella notte del 13 marzo 1980 il dancing andò a fuoco. La sera prima si era tenuta la “Festa della Stravaganza”, appuntamento classico in maschera, come pure ogni anno si teneva la “Festa del compleanno”. Quando nel maggio 1994 il locale chiuse, furono in molti a dolersene. «Sono stato consigliere dal 1987 fin quando ha chiuso – ricorda Roberto Fiumana – Eravamo un centinaio di ragazzi a lavorare gratis lì, con gran divertimento. C’era chi faceva il cameriere, chi il barman, chi stava all’ingresso e alla cassa, chi si occupava di distribuire biglietti-sconto in varie parti della Romagna. Quando Idea Coop prese la decisione di chiudere il locale, noi ragazzi non la prendemmo affatto bene. Dopo la sua chiusura, a Gambettola è rimasto il niente». Gabriele Lucchi aggiunge: «Sono entrato nel progetto “Otto Club” per cercare di salvare il locale quando sembrava destinato subito alla demolizione e poi, dopo avere iniziato come addetto all’ingresso, ne sono diventato il direttore. Abbiamo vissuto momenti intensi e indimenticabili. La chiusura mi ha rattristato molto».

Salta la “Festa della stravaganza”

Dieci anni fa, molti “orfani” dell’“Otto club”, tra cui Gianluca Bolognesi e Silvana Pace, hanno rimesso in piedi alcuni appuntamenti a tema, denominati “Remember Otto club”, richiamando gli ex dj. Tra l’altro, hanno riproposto anche la “Festa della stravaganza”, che si teneva in costume a carnevale. L’ultima si è tenuta al dancing “Orchidea” di Ronta di Cesena il 22 febbraio 2020. Nel 2021 è saltata per il Covid. Idem quest’anno, ma molti appassionati sperano che venga recuperata in primavera.

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