Gambettola, il Covid frena la festa dei 160 anni della banda

La banda musicale di Gambettola compie 160 anni, ma purtroppo ha poco da festeggiare perché ogni attività è ferma. Nacque nel 1862, per volontà della giunta comunale, ma i primi musicisti si tassarono per acquistare gli strumenti e per mantenere il maestro, perché il Comune non aveva risorse. Nel 1867, per venire incontro a questa gioventù «che riuscirebbe troppo gravoso mantenere il maestro», nelle casse municipali si trovò una somma che permise la costituzione stabile del “Corpo bandistico di Gambettola”, diventato anche una “colonna sonora” del Risorgimento. Allora Gambettola era un piccolo borgo che contava circa 1.800 abitanti.

Lunga storia con tanti protagonisti

Il primo trombettiere della banda, Ferdinando Lodovichetti, partì volontario nel 1866 per combattere con Giuseppe Garibaldi a Bezzecca, sul fronte del Trentino, ricevendo il 1° giugno 1867 una medaglia “al valore musicale”, quale trombettiere del 70° Reggimento Fanteria. Il 30 agosto 1888 in Romagna, per le grandi manovre militari, viene in visita il re Umberto I, che si fermò brevemente alla stazione di Gambettola e fu accolto, oltre che dalle autorità civili, dalle bande di Gambettola, Montiano e Longiano, dopodiché il 2 settembre, a conclusione di quella illustre visita, a Cesena si ritrovano le 8 bande dei paesi del circondario. Facevano parte della banda anche vari musicisti caduti nella grande guerra, come Venturi Arturo, Fantini Marino, Alessandro Boschetti e Cesare Pio Pollini. Ma la vita della banda s’intreccia soprattutto con le vite dei maestri che l’hanno diretta: Luigi Alessi (1872-1889), Alessandro Masacci (1890-1917), Washington Minghetti (1941-1949) il maestro della rinascita dopo il periodo del fascismo, Otello Baldinini (1949-1956), Paolo Bersani (1984-1986), artefice dell’ultima rifondazione nel 1984, Sante Montanari (1986-1994), e poi Daniele Montanari, Stefano Venturi, Giorgio Rocculi, Valentino Calbucci, Mauro Ricci e l’attuale direttrice Claudia Pozzi. Tra i capi banda-presidenti compaiono invece i nomi di Primo Fantini, Ferdinando Lodovichetti, Roberto Amaducci, Rino Pazzaglia e quello attuale, Antonio Baldini.

La banda è stata sempre presente, eccetto in particolari circostanze negli anni ’20 e ’30, nel periodo fascista. Fu poi ricomposta una prima volta nel 1941 come banda dell’Opera nazionale dopolavoro e dopo la guerra si diffuse una musica nuova, accompagnata da balli. Nel 1958, dopo la morte improvvisa del maestro Otello Baldinini, la banda subì un lungo periodo di silenzio prima di ritornare in piazza il 22 aprile 1984, “Anno internazionale della musica”, come “Corpo bandistico Città di Gambettola”.

La banda oggi

La banda è in questo periodo composta da 45 elementi in grado di eseguire, oltre al tradizionale repertorio composto da marce e musiche della tradizione romagnola, brani tratti dalla musica sinfonica, operistica, leggera e moderna, passando ad arrangiamenti di colonne sonore da film e brani solistici.

Il “Corpo bandistico Città di Gambettola” tiene alta la bandiera della musica, facendo divertire e anche commuovere chi li ascolta. La musica è aggregazione, passione, armonia che supera l’età: si va dal giovane all’anziano e attraverso la scuola di musica il testimone viene passato da una generazione all’altra.

Vengono anche organizzati corsi a “orientamento bandistico”, che hanno consentito di formare buona parte dei musicisti che poi sono entrati a far parte dell’organico della banda. La scuola di musica della banda è riconosciuta dalla Regione, tramite l’associazione Anbima.

Con la pandemia, negli ultimi due anni si è cercato di fare lezioni individuali nel rispetto delle regole delle direttive anti-Covid. Purtroppo, in questo momento, l’attività è però del tutto ferma. «Dovremmo festeggiare i nostri 160 anni di storia – afferma amareggiato il presidente Antonio Baldini – ma in questi mesi abbiamo ben poco da festeggiare. Ci toccherà aspettare tempi migliori».

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