Gambettola: come verrà recuperata e cosa diventerà Casa Fellini

GAMBETTOLA. Casa Fellini: recupero fra tradizione e contemporaneità. Sarà una casa per artisti del cinema e del circo e corsi. A settembre iniziano i lavori di restauro.
Ieri mattina approvato dalla giunta comunale il progetto esecutivo della casa dei nonni del regista Federico Fellini. Il progetto definitivo di rifunzionalizzazione e valorizzazione architettonica, sociale ed economica dell’immobile è stato elaborato dallo studio Internoundici architetture, Alessandro Piraccini, Fabio Piraccini e Andrea Alessandri. A finanziare il recupero concorre il contributo della Regione Emilia Romagna con 300 mila euro e l’opera deve essere realizzata entro la fine del 2021. L’intero intervento ammonta a 429 mila euro, il resto è messo dal Comune con risorse proprie. La partenza dei lavori è prevista entro settembre.
Restauro e linee guida
«Come Amministrazione crediamo nell’opera di valorizzazione della casa Fellini – sottolinea ik sindaco Letizia Bisacchi – abbiamo un patrimonio culturale inestimabile, testimonianza del legame del regista Fellini con Gambettola. A casa Fellini il piccolo Federico trascorreva lunghi soggiorni nelle estati della sua infanzia: è qui che il regista cominciò a rivolgere la propria attenzione verso la spontaneità della vita e delle usanze contadine, l’interesse per la caratterizzazione dei personaggi romagnoli. È sul ricordo e il sogno del giovane Federico e nel rispetto della tradizionale tipologia rurale romagnola che vogliamo recuperare Casa Fellini».
«L’intervento restituirà un luogo deputato alla cultura e aperto alla cittadinanza – aggiunge l’assessore alla cultura Serena Zavalloni – l’originalità di casa Fellini sarà esaltata facendo emergere le cicatrici del tempo attraverso un intervento contemporaneo che sappia narrare e raccontare la nostra storia».

La cucina vista al computer


Parola agli architetti
«E’ un tipico casolare di campagna della Romagna dei primi del ‘900 – concludono gli architetti Piraccini – l’obiettivo sarà quello di rendere un rudere sicuro come un edificio contemporaneo, senza però perderne l’autenticità. La nuova funzione individuata per l’edificio è quella di residenza stabile per artisti e scenografi. I frequentatori della nuova struttura potranno sia lavorare con registi di riconosciuta fama sia alloggiare. Al piano terra uno spazio per la convivialità, cucina, refettorio, spazio lavoro. Il 1° piano sarà dedicato all’ospitalità, con due ampie camere da letto che ospiteranno da 2 a 4 fruitori per ambiente. L’utilizzo della cucina potrà essere l’occasione per ricreare l’ambientazione di un’antica osteria tradizionale o dove fare corsi di cucina».

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