Gambettola, lo scherzo di carnevale: nasconde 10 biglietti nelle mutande

«Una scorrettezza di un solo individuo». Fa discutere in paese la retrocessione al terzo posto al carro “Aladdin” dei Giovani Tonici al recente “Carnevale di Romagna”. Come noto, un imprevisto al momento dello spoglio dei voti ha fatto vincere i secondi, ossia il “La natura si ribella” del Gruppo della scuola.

Dal gruppo dei Giovani Tonici però non ci stanno a passare per scorretti. La ricostruzione degli eventi dice che quando sono stati invitati due rappresentanti per carro per seguire lo spoglio dei voti popolari in municipio, oltre ai rappresentanti del Comune (sindaca e vice) e di “Gambettola eventi”, nel gruppo dei Giovani Tonici si è proposto un ragazzo. Lo stesso era anche caduto dal carro e si era procurato una ferita poi medicata in pronto soccorso. All’apertura delle urne, con un gesto goffo, ha sottratto una decina di tagliandi votati a favore di un altro carro e se li è infilati nelle mutande. Il gesto non è passato inosservato e quando gli hanno chiesto se ne avesse occultati altri, il giovane ha risposto di no e si è calato le braghe davanti a tutti per mostrare che non aveva preso altri biglietti, ma mostrando anche i “gioielli di famiglia” ai presenti.

La scorrettezza del tutto individuale ha fatto sì che il gruppo venisse retrocesso al terzo posto, togliendo la gioia ai 200 giovani che avevano animato con passione la sfilata del carro che senza penalizzazione avrebbe vinto. Il giovane ha poi realizzato la gravità del suo gesto e ha pianto tutta la notte.

«Capiamo benissimo la decisione presa dall’organizzazione e non la discutiamo – affermano dal gruppo – non vogliamo nemmeno infierire su un giovane che ha capito da solo la sua “follia” e, di certo, a uno spoglio dei voti non andrà mai più». Tutti sperano che questo chiassoso gruppo che negli anni ha sfornato splendidi carri allegorici continui a rallegrare il carnevale. Il titolo di “1° classificato” ha solo un valore morale e non ci sono premi in denaro: solo la soddisfazione di poter dire: «il carro più bello dell’anno l’abbiamo costruito noi».

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