Gamba amputata e solidarietà il 31enne: “Lotto, rivoglio la mia vita”

«Pochi giorni prima dell’incidente parlando con un mio amico gli raccontavo come finalmente, dopo tanto peregrinare, qui in Romagna avevo trovato il mio equilibrio ed ero sulla cresta dell’onda. Il mio obiettivo ora è tornarci il più presto possibile su quella cresta».

Giulio Bernini, 31enne ingegnere di origini livornesi, abita a Budrio di Longiano e lavora a Cesena alla Technogym. Un mese fa è stato protagonista di un incidente motociclistico nel quale ha perso una buona parte della gamba sinistra. Sua sorella in queste ore ha lanciato una raccolta fondi per le sue cure e per farlo tornare ad una vita più vicino possibile a quella che faceva prima dell’impatto. Il tutto passa dall’avere una protesi tale da permettergli se non la stessa vita di prima, quasi.

Riabilitazione

«Ora sto bene – racconta – seguo tutte le tappe della riabilitazione fisioterapica fatte di esercizi per rinforzare la gamba operata e per prepararla alla protesi. Mi sto riabilitando all’Arcade di Savignano ma da buon dipendente Technogym già prima dell’inizio della riabilitazione, all’insegna del wellness, stavo già facendo esercizi per tenermi in forma e prepararmi al futuro dal punto di vista fisico».

Indipendenza

Da qualche giorno è anche più indipendente: «Riesco ad essere autonomo in quello che faccio e sono stato in grado di congedare i miei familiari da casa mia, dopo le prime settimane in cui mi hanno dovuto aiutare aumentando enormemente anche il loro carico emotivo di sofferenza. È chiaro che con una gamba sola la normalità è più complicata. Ma in questi giorni sono riuscito anche a stirare per la prima volta i miei vestiti da solo reggendomi in piedi con le stampelle. Chi mi conosce sa che sono una persona attiva. L’importante è tenere la mente attiva. Così non vedo l’ora che sia la prossima settimana, quando finalmente tornerò a lavorare».

Protesi

Dalla sua famiglia è partito un appello per la protesi che in futuro verrà impiantata sulla sua gamba sinistra. «Ancora non ho potuto provare i vari dispositivi che esistono. Sono tre le parti di cui avrò bisogno: il piede, la parte del ginocchio ed il calice che va a bloccarsi sulla gamba. Saranno almeno due le voci costose».

Di piedi ne esistono fatti in fibra di vetro e di carbonio. «Danno differenti risposte elastiche – spiega Giulio – al contatto col terreno e sono importanti per alleggerire i carichi che la schiena deve sopportare. Altra voce di spesa importante è il ginocchio: si va da quelli meccanici a quelli che contengono parti mosse dall’elettronica. Solo per questo elemento si va da 30mila a 80mila euro. I piedi oscillano tra i 2.500 ed i 6.000 euro. Parlando con i tecnici l’uso dell’elettronica nel ginocchio può migliorare davvero di molto la situazione. Sono alto un metro e 92, e dovrò cercare di preservare il più possibile gli equilibri del mio corpo e della postura pensando a quando avanzeranno gli anni e tutto sarà più complicato».

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