Galletti: rinnovabili sì, ma non nel mio giardino

Chi, a parole, si presenta contro le energie rinnovabili? Quasi nessuno, soprattutto in campagna elettorale.

Nei manifesti campeggiano pale eoliche per tutte le collocazioni.

Quando però dalla propaganda si dovrebbe passare all’azione casca l’asino.

Di fronte alla possibilità concreta di utilizzare l’energia del vento in mare, di fronte alla riviera adriatica, si sprecano le posizioni contrarie a priori, prima ancora che vengano valutati i progetti con rigorose procedure di impatto ambientale.

Esiste un progetto al largo di Rimini, pronto per la valutazione ed esiste un progetto al largo di Marina di Ravenna ad uno stadio iniziale.

Il verbo “riminizzare” è entrato nei dizionari con il significato di “deturpare il paesaggio con gigantesche costruzioni”. È un sinonimo di cementificazione e il grande Tonino Guerra lamentava la scomparsa della visione marina (la lunga riga blu) nascosta dal cemento.

Sarebbe necessario rinaturalizzare il più possibile quel tratto di riviera. Per non parlare della caotica congestione del traffico automobilistico con relativo inquinamento che rende l’habitat poco salutare.

Esistono poi le piattaforme in mare, attive o dismesse, ben visibili dalla spiaggia. Una di esse Angela Angelina attaccata alla riva e responsabile, come le altre, di una subsidenza accelerata e dell’ingressione di acqua marina.

Ogni anno si spendono poi milioni per il ripascimento delle spiagge erose dalle mareggiate sempre più devastanti.

In mare si svolge un traffico importante di navi porta container e di sostanze chimiche varie per i porti dell’alto adriatico.

Vogliamo poi parlare degli scarichi in mare: le fogne che bypassano i depuratori quando piove , le foci dei fiumi che portano gli inquinanti agricoli, industriali, urbani del retroterra.

Sembra invece, dai commenti di alcuni, che la proposta di installare pale eoliche avvenga in una specie di eden incontaminato, quasi un film di Walt Disney.

E che con le pale eoliche distruggeremmo un incanto.

Non mi stupisco della Lega, responsabile di decenni di malgoverno lombardo veneto dell’ambiente, sostenitrice delle trivelle a tutti costi, che prova a cavalcare paure immaginarie di fuga dei turisti per colpa delle pale eoliche.

In altri paesi dove esistono i parchi eolici i turisti vanno a vederli. Sono i nuovi mulini a vento che ci danno energia rinnovabile.

Mi stupisco invece di Corsini e di Colla, assessori della giunta Bonaccini, che ha nel suo programma il patto per il clima, che, tanto per dichiarare, si pronunciano contro una foresta di pali di acciaio in mare.

Un mare incontaminato dove nulla inquina ed impatta.

Pali di acciaio. Addirittura “una foresta”: ecco il vero problema della Riviera.

Ma come pensano i suddetti assessori di passare alle energie rinnovabili in pochi anni, come recita il programma, grazie al quale sono stati eletti?

Il solare e l’eolico sono in tutto il mondo tecnologie mature e non a caso esistono investitori che presentano progetti anche per la riviera emiliano romagnola.

Certo i progetti vanno fatti a regola d’arte e valutati con rigore.

Ma pronunciarsi a priori in questo modo approssimativo, strizzando l’occhio a presunte paure di fuga dei turisti, non è un bello spettacolo. Con queste premesse non si va da nessuna parte. E nasce un vero problema politico nella coalizione di centro sinistra.

Fortunatamente gli adolescenti dei “Venerdì per il Futuro” invece dimostrano quella lungimiranza che gli assessori suddetti non hanno e apprezzano la possibilità di usare i nuovi mulini a vento.

Non rompeteci le pale (eoliche).

*Federazione dei Verdi Emilia Romagna

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