Contro i nuovi mulini a vento non facciamo i donchisciotte Quarant’anni fa fu presentato il progetto per una Centrale a Carbone a Ravenna. La mobilitazione del nascente movimento ecologista (Coordinamento Romagnolo Ecologico Alternativo) con una imponente manifestazione a Ravennaalla quale aderì anche il Partito Repubblicano (contrario al Carbone anche se favorevole al nucleare) convinse Il Partito Comunista a cambiare idea e fu costruita una centrale a Gas metano, tutt’ora funzionante.
Oggi, dopo quarant’anni, occorre portare a termine il passaggio alle energie rinnovabili: eolico e solare in primis. Attardarsi a sostenere energie fossili, metano compreso, non solo peggiorerebbe le emissioni che causano il riscaldamento globale ma sarebbe anche un errore dal punto di vista sociale ed economico.
Gli investimenti sulle energie fossili si rarefanno e la crisi indotta dalla pandemia mette a rischio l’attuale offshore. Un piano di riconversione alle rinnovabili che riqualifichi processi e salvaguardi i lavoratori è urgente.
In questo contesto si inserisce il progetto dei Verdi Emilia Romagna: Riviera eolico-solare. Una opportunità di investimenti, di lavoro, di nuova proposta per un turismo sostenibile, adeguato alle necessità.
Il progetto di Parco Eolico, presentato a Rimini, quindi non puo che essere salutato positivamente. Dovrà essere sottoposto ad una rigorosa valutazione di impatto ambientale secondo le regole ma non può essere bollato negativamente prima di questa procedura. Purtroppo invece abbiamo avuto reazioni preliminari di indignazione da parte di Italia Nostra di Rimini e riserve di alcuni Sindaci, senza entrare nel merito del progetto. E dire che ci accusano di essere il partito del no. In questo caso, come nella maggior parte, direi che non lo siamo affatto.
Gli interventi di Marco Affronte e di Luciano Natalini su questo giornale hanno contribuito a fare chiarezza. L’impatto di miniere di carbone e di giacimenti e condotte per il metano,per non parlare dei pozzi di petrolio con tutta la filiera che ne consegue hanno oggi un impatto insostenibile sul clima, sulla qualità del pianeta, sul paesaggio, sulla salute. L’impatto di pale eoliche, se costruite e gestite a regola d’arte e secondo tutte le norme e prescrizioni, risulta al confronto trascurabile. E se pur dobbiamo ridurre il consumo di energia , renderne efficiente l’uso e risparmiarla, siamo tanti, forse troppi, e l’energia ci serve. Che almeno sia rinnovabile.
Auspichiamo quindi altri progetti di eolico in mare e tanti progetti per l’energia solare in Riviera. Rimane il tema estetico. Giustamente Natalini ricorda i mulini a vento. Le pale sono i nuovi mulini a vento. Una nuova estetica per questi tempi calamitosi.
Facciamocela piacere. L’alternativa è il caos apocalittico.

*coportavoce Federazione dei Verdi Emilia Romagna

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