Ravenna, il relitto della Pialassa verso l’inabissamento. Allarme inquinamento

RAVENNA. La prua è affondata completamente. Un ulteriore passo verso il fondo del canale Piomboni ha fatto inabissare un’intera metà dello scafo della Berkan B, la general cargo ormeggiata nella banchina a nord e sottoposta a sequestro giudiziario. A dire il vero, già dalla serata di lunedì le condizioni del relitto abbandonato nel 2009 da un armatore turco avevano messo in allarme sia la Capitaneria di Porto e l’Autorità Portuale. Notando che lo scafo, recentemente assicurato alle bitte del molo con nuove cime, mostrava segni di instabilità più evidenti di quanto già riscontrato, l’Ente di via Antico Squero aveva programmato con la Capitaneria un intervento di messa in sicurezza. Ieri mattina era quindi stata posiziona una seconda fila di panne contenitive, per prevenire eventuali sversamenti di liquami oleosi ancora contenuti tra le lamiere dell’imbarcazione.

Ore 12.40, l’affondamento

Fin dal sopralluogo effettuato nelle prime ore della mattina i tecnici hanno constatato l’ulteriore peggioramento dello stato del natante di 108 metri, prima di procedere con il posizionamento della barriera galleggiante in supporto a quella già presente per evitare la fuoriuscita delle acque inquinate, fino ad ora arginate in uno specchio d’acqua di pochi metri quadri.

Alle 12.40 la prua della nave, costantemente tenuta sotto monitoraggio, è affondata in maniera quasi totale. Sono scattati cosi i nuovi interventi da parte di Secomar, la società che si occupa di servizi antinquinamento per il porto. E proprio sul pericolo di sversamento di combustibile e sostanze nocive arriva la rassicurazione del segretario generale di Ap, Paolo Ferrandino. «È stata garantita la sicurezza dal punto di vista ambientale, senza alcuno spandimento – puntualizza -, anche grazie al tavolo tenuto con la Capitaneria di Porto nella serata di lunedì». Un incontro che si è rivelato provvidenziale.

I sopralluoghi

Almeno tre i sopralluoghi effettuati nel corso della giornata, fino alla serata di ieri. «Andremo avanti per mantenere in sicurezza la zona – aggiunge il dirigente di Autorità Portuale -, e continueremo a muoverci ultra-rapidamente per quanto è di nostra competenza».

Attualmente la parte di poppa che ancora emerge dalla superficie del Piomboni è ormeggiata. Sarà compito della Capitaneria proseguire con le verifiche delle condizioni di navigabilità del canale che ieri pomeriggio, a causa delle operazioni sulla Berkan B, ha dovuto limitare il transito delle imbarcazioni dirette verso alcune delle ditte che si affacciano sul corso d’acqua.

Acque inquinate

Già a metà febbraio era stato necessario un nuovo intervento di bonifica per un ulteriore sversamento (sempre contenuto dalle panne); l’ennesimo da quando, il 4 ottobre 2017, lo scafo della general cargo si è squarciato in due durante le operazioni di demolizione. Da allora, ogni volta che l’acqua entra a bordo con l’alta marea si mescola con quella già inquinata che ha allagato il relitto. Avviene una sorta di “risciacquo” che poi lascia fuoriuscire i liquidi inquinanti con la bassa marea. Così, con un gioco di pesi e contrappesi, la Berkan B sta scomparendo, con largo anticipo sul bando per affidare il definitivo smaltimento.

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