Alle “gioiose” origini della grafica italiana

RAVENNA. «Il segreto di Albe Steiner era nella contentezza che metteva nel suo lavoro, divertendosi come se giocasse», scriveva Italo Calvino sull’Unità nel 1974, a ridosso della morte dell’amico grafico. Il grande scrittore salutava così un protagonista della cultura italiana tout court che, attraverso grafiche rigorose e pulite, contribuì a dare una nuova immagine a un paese asfissiato da un ventennio di chiusure ideologiche e distrutto da una guerra mondiale.

Antifascista della prima ora, nipote di Giacomo Matteotti, profondamente ispirato dal Bauhaus, ideatore della rivoluzionaria veste grafica del Politecnico di Vittorini – la rivista culturale più avanzata del dopoguerra – Albe Steiner ha segnato un punto di svolta per la grafica italiana, e lo ha fatto assieme alla moglie Lica. I due erano a tal punto legati che per gli amici diventarono un’unica entità, al punto da venire chiamati “Licalbe”.

A questi grandi professionisti della nostra storia visiva è dedicata la mostra ospitata dal 25 febbraio al 2 aprile al Mar di Ravenna, intitolata “Licalbe Steiner. Alle origini della grafica italiana”, curata dalla figlia Anna Steiner e realizzata con materiali provenienti dalla collezione privata Origoni Steiner grazie alla partecipazione di Coop.

Il perché è presto detto: il celeberrimo marchio della “Cooperativa” per antonomasia è infatti una geniale creazione di Albe Steiner, ritoccato nel 1985 da Bob Noorda.

È stato quello stile chiaro, semplice, rigoroso, quasi didattico, a contraddistinguere l’opera dei due grafici milanesi. La definirono “grafica dell’ottimismo”: la traduzione visiva di un momento storico che ancora credeva nella possibilità di coniugare educazione ed estetica.

Una bellissima testimonianza del loro impegno in questo senso è stata scritta da Rossana Rossanda: «Albe e Lica ci insegnarono la semplicità come forma di cultura». Una semplicità che non è semplicismo, ma capacità di ordinare e leggere il reale; una virtù che abbiamo perso e che oggi ci tornerebbe molto utile. Un motivo in più per visitare la mostra al Mar, che aprirà ufficialmente al pubblico sabato 24 febbraio alle ore 18.

Info: mar.ra.it

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