Foto: Fabio Blaco

FORLÌ. Mentre erano in pochi i forlivesi a conoscere ed apprezzare l’arte del disegnare e incidere sulla pelle i tatuaggi, Gabrio Tassinari apriva 30 anni fa il suo primo ed unico studio cittadino in via Corridoni, anzi l’unico. “Totem Tattoo” divenne ben presto un punto di riferimento per gli appassionati del genere e, ancora oggi a distanza di tempo, il 59enne forlivese continua ad essere per tutti lo storico tatuatore.

Un pioniere

Tassinari si è formato negli anni dei pionieri italiani cercando di insegnare quest’arte agli altri e, allo stesso modo, provando ad accontentare le richieste dei propri clienti. «All’epoca non si aveva molto la concezione di cosa fosse un tatuaggio, a meno che una persona non fosse abituata a viaggiare – dice lo stesso titolare di “Totem Tattoo” –. Io la mia prima incisione sulla pelle la vidi nei militari, correva il 1981. È da li che è partito tutto».

Le esperienze

Da quel momento ha deciso di perfezionare la sua tecnica, ha viaggiato in tutto il mondo vivendo per lunghi periodi a contatto con la natura e con i gruppi etnici di Africa, Asia, Australia e centro-sud America. In queste occasioni ha stretto amicizia con i tatuatori che hanno fatto la storia di quest’arte senza tempo, apprendendo con umiltà i loro segreti, le loro tecniche ataviche. Conoscenze che si sono trasformate in amicizia a tal punto che molti di questi artisti sono venuti in Italia a ricambiare la visita.

L’evoluzione

In breve tempo, anche se con diverse difficoltà, la sua attività è cresciuta divenendo un punto di ritrovo per gli appassionati del genere. «Non è stato facile, si trattava di un’attività pressoché sconosciuta e alla Camera di Commercio non sapevano neanche in quale categoria lavorativa inserirmi non esistendo una normativa per questo settore – racconta Gabrio Tassinari –. Per me l’importante non era il tipo di inquadramento che avrebbe ottenuto il mio studio, ma bensì far capire alla gente quello che volevo fare: dipingere un corpo umano in maniera indelebile, una grande responsabilità oltre che una grande novità per tanti».

La responsabilità

Oltre a far conoscere la sua arte, nel tempo l’ha trasmessa anche alle nuove generazioni che hanno voluto apprendere e a sua volta diventare tatuatori. «L’importante è che facciano tutto con scrupolo, cosa non tanto comune come dovrebbe essere – conclude –. In giro ci sono persone serie, ma anche chi svilisce l’arte del tatuaggio considerandolo un commercio. Il tatuatore, oltre a rispettare le norme igieniche, deve anche entrare in sintonia con chi vuole dipingersi in modo indelebile il proprio corpo».

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