Fusione tra coop socialista e asilo cattolico a San Piero in Bagno

Don Camillo e Peppone si stringono calorosamente la mano e decidono di lavorare in piena sintonia. Al di là delle ideologie di provenienza a volte venate di reciproco astio, la cooperativa socialista e la storica istituzione cattolica si fondono, con una scelta che fino a qualche anno fa poteva apparire del tutto impossibile.

La cooperativa socialista Salvador Allende, fondata una quarantina di anni fa, ha deliberato la fusione per incorporazione con la cooperativa Le Grazie, che gestisce l’asilo paritario cattolico istituito a fine ‘800. E la cooperativa sociale Le Grazie ha accettato l’incorporazione, acquisendo il patrimonio della Salvador Allende.

«Non c’erano più le condizioni per proseguire l’attività – spiega l’ultimo presidente della Allende Valter Rossi, che ne fu anche uno dei promotori -. E le finalità sociali della cooperativa Le Grazie corrispondono alle nostre. Negli anni abbiamo sostenuto iniziative di assistenza e di soggiorno salubre in Alto Savio per bambini provenienti dalla zona contaminata di Chernobyl. Abbiamo sviluppato iniziative culturali e offerto lo spazio della sede per attività e servizi ai cittadini. Diciamo che le ideologie di partenza sono diverse ma le idealità e gli obiettivi di fondo sono comuni».

Il percorso non è stato rapidissimo e non senza qualche discussione interna ai due ambienti, ma alla fine, dopo quasi due anni, la fusione è cosa fatta. «La cooperativa Le Grazie è entusiasta – commenta a sua volta il presidente Giuseppe Crociani -. La storia dell’Asilo delle Grazie comincia nel 1894 ed è dal 1900, col lascito Babbini-Salvetti, che non c’erano conferimenti di beni. Il rafforzamento patrimoniale della cooperativa è importante, con l’immobile del bar che continuerà a garantire un introito con la gestione attuale, e col locale della sede della Allende che potrà essere utilizzato per ulteriori servizi. E comunque si tenga presente che la stessa operazione della fusione ci ha comportato un costo di decine di migliaia di euro».

Nate e cresciute con storie e in ambienti differenti le due esperienze sono vissute con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita della gente e con una particolare attenzione alla funzione educativa. «Questa fusione è un’iniezione di nuovo vigore – sottolinea Crociani – per guardare al futuro e a come potrà evolvere la nostra funzione sociale. L’Asilo affronta problemi complicati, con la denatalità e lo spopolamento delle nostre zone. Era nato per dare una risposta al bisogno di quei momenti, a fine ‘800. Ma i bisogni cambiano e la cooperativa deve essere attenta a nuove problematiche, ai bisogni delle famiglie, degli anziani, al tema del lavoro».

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