La “caccia” all’oro in spiaggia con il metal detector gli era costata l’arresto per rapina. Perché proprio mentre cercava oggetti metallici restituiti dal mare e dalla sabbia, aveva messo le mani anche su una borsa lasciata momentaneamente incustodita da due turisti, che notandolo rovistare erano corsi a fermarlo. Lui aveva reagito tentando di tenere lontana la coppia usando lo strumento come una sorta di bastone. Arrestato dai carabinieri del Radiomobile, ieri Antonio Pommella, 47enne residente a Ravenna difeso dall’avvocato Luca Donelli, è stato condannato a 4 mesi (con pena sospesa). L’accusa di rapina aggravata, derubricata dal collegio penale presieduto dal giudice Antonella Guidomei in tentata rapina con tanto di attenuanti, aveva portato la Procura a chiedere la condanna a 4 anni.

I fatti erano avvenuti il 19 ottobre a Punta Marina. Lo hanno bloccato i militari, chiamati dalle due persone minacciate, una coppia bolognese di mezza età che aveva deciso di fare una passeggiata in spiaggia. Erano andati in spiaggia attorno alle 17, all’altezza del bagno Kuta. Si erano distratti qualche istante, appoggiando la borsa poco lontano. Una disattenzione colta al volo dal cercatore d’oro, che era riuscito a mettere le mani nel portafogli. Vistosi scoperto aveva impugnato il metal detector per tenere a distanza entrambi, lasciando andare la refurtiva, ma tentando di colpirli per due volte. Dopo la convalida dell’arresto, per l’uomo – già noto alle forze dell’ordine per precedenti vicende e reati tra i quali anche spaccio di droga – si è concluso ieri il processo con rito abbreviato davanti al collegio penale. FED.S.

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