Furti a Cesena in zona San Bartolo, gli imputati: «Non erano premeditati»

CESENA. Raid per rubare in negozi ed aziende. Ieri nell’aula del giudice Elisabetta Giorgi è proseguito il processo ai quattro giovanissimi che erano stati arrestati dalla polizia dopo una serie di raid a scopo di furto nei negozi e nelle aziende della zona San Bartolo. Hanno tutti una ventina d’anni ed una predisposizione (almeno stando ai motivi per i quali sono stati arrestati) a mettere a segno furti in serie. In quattro sono stati intercettati dalla polizia ed ammanettati alla fine dello scorso mese di aprile. Per le accuse si tratta degli autori di un raid all’insegna del furto: con famiglie di origini magrebine ma italianissimi di nazionalità e residenti tra Cesena (in tre) e Cesenatico (uno). Erano le 3 circa quando al 113 del Commissariato arrivarono le chiamate da parte dei gestori della tabaccheria posta tra viale Bovio e Subborgo Federico Comandini, a non molta distanza dalle Poste centrali. I proprietari vedevano dal sistema d’allarme collegato via smartphone, quatto persone intente a cercare di sfondare a spallate la vetrata.

Le due volanti presenti sul territorio a quell’ora sono velocemente arrivate in zona. Ed avevano bloccato i 4 giovanissimi all’interno del sottopasso di viale Bovio: quello che porta dalla sede della Credit Agricole a ridosso della Pasticceria Fagioli all’altra parte della strada dove c’è la sede di Radio Centrale.
I quattro sono stati bloccati e portati in Commissariato, mentre gli agenti constatavano, dalle immagini della tabaccheria, che si trattava del stesse persone che erano anche riuscite a rubare qualche articolo dall’interno del distributore automatico che si trova fuori dal tabacchi. Gli approfondimenti d’indagine effettuati portarono ad intuire che fin dalle 23.30 “qualcuno” aveva fatto irruzione alla Benaglia macchinari per l’agricoltura ed aveva anche strappato e sollevato la cassaforte per cercare di portarla via, ma senza riuscire nell’intento. Poi il gruppo, stando alle ricostruzioni ipotizzate nelle accuse, ha cercato di fare irruzione alla casa di cura San Lorenzino in via Natale Dell’Amore: ma è stato respinto a una porta sufficientemente resistente unita allo scattare del sistema di allarme.

Dello spostarsi di questo nucleo, la mattina dopo, tramite il 113 i poliziotti sono riusciti a ricostruire anche molte testimonianze di cittadini e residenti delle zone colpite. Di certo un gruppo di ladri era entrato all’A&O di Subborgo Federico Comandini rubando un fondo cassa di circa 700 euro. Fondamentale nelle indagini successive è risultato essere anche il fatto che uno dei 4 ora accusati in questo frangente avesse perduto uno smartphone nella fuga. Sempre stando alle indagini svolte dai poliziotti cesenati, tra i colpi messi a segno ci sarebbe stata anche la vetrata infranta ad un vicino negozio di parrucchiera alla quale è stato asportato un fondo cassa di 60 euro. Ieri gli imputati hanno spiegato che non si è in alcuna maniera trattato di atti premeditati. Nel vivo delle decisioni del giudice si entrerà tra una settimana nella prossima udienza.

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