Furti in casa a Rimini, sgominata banda di ladri

RIMINI. I carabinieri di Riccione sgominano una banda dedita ai furti in abitazione grazie a un’operazione di quelle che ripagano la fiducia dei cittadini nelle forze dell’ordine, anche quando le leggi sono quelle che sono: uno dei tre albanesi finiti in manette, già arrestato altre due volte, era infatti ancora libero di andare a rubare. Specializzati nel ripulire gli appartamenti, gli accusati per adesso devono rispondere solo dell’ultimo colpo messo a segno a Savignano sul Rubicone, ma sono sospettati di avere rubato a ripetizione nelle ultime settimane in altre abitazioni tra San Marino e il Montefeltro, arrampicandosi sui balconi e forzando porte-finestre con gli attrezzi del mestiere che gli sono stati sequestrati, tra i quali un cacciavite “gigante” e flessibili da cassaforte.

Per le loro scorribande partivano in tre su due auto (una delle quali segnalata dalla Gendarmeria di San Marino come presente sul territorio in occasione dei furti sul Titano). Grazie alla dritta e alle successive i carabinieri di Riccione – guidati dal capitano Luca Colombari, comandante della Compagnia – sono risaliti all’auto sospetta (una Peugeot 407 con targa francese) e a uno dei membri del gruppo. Tenendo d’occhio sia l’una sia l’altro, l’altro giorno hanno potuto quindi mettersi alle calcagna della batteria di ladri, senza dare nell’occhio.


Il pedinamento è continuato anche dopo un primo furto messo a segno a Savignano, nella zona di via Matassoni. Poi il terzetto ha compiuto un secondo sopralluogo nella zona, senza decidersi a colpire forse per la presenza dei padroni di casa e ha ripiegato su Santarcangelo. Arrivati nel parcheggio di via Padre Tosi, vicino alla stazione ferroviaria, gli albanesi si sono preparati a colpire ancora. Uno è rimasto in macchina, gli altri – due con gli attrezzi da scasso – si sono avviati a piedi nel buio verso alcune villette della zona. Una mossa inattesa, visto che i carabinieri avevano già predisposto la trappola, con l’aiuto di altre pattuglie, per intercettarli. Il blitz è scattato comunque: l’uomo rimasto in auto è stato il primo a essere bloccato (di 31 anni).

Gli esperti investigatori del reparto operativo dell’Arma di Riccione hanno inseguito a piedi i due fuggitivi che sono riusciti a seminarli soltanto dopo aver scavalcato una doppia recinzione. Non sono però andati lontano: uno è stato bloccato di lì a poco al semaforo di Santa Giustina sull’auto di un parente. Si era fatto venire a prendere senza spiegare il motivo dell’urgenza. Si tratta di un ragazzo di 30 anni, una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine (è difeso dall’avvocato Giuliano Renzi). Il “terzo uomo” – un 32enne – è stato fermato in un’abitazione del centro di Rimini di proprietà di un’amica, dove alloggiava assieme a uno dei complici. Accanto al letto i vestiti indossati fino a poco prima. Tutta la refurtiva rubata a Savignano (gioielli per 4mila euro) è stata recuperata e riconsegnata alla famiglia, dalle perquisizioni sono saltati fuori soldi, oggetti di valore e di dubbia provenienza, tra le quali chiavi e collezioni numismatiche. Il sostituto procuratore Paola Bonetti ha chiesto la convalida dei provvedimenti: l’udienza davanti al giudice (gli altri due difensori solo Elisa Pelaccia e Stefania Lisi) è prevista per oggi.

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