Fungaiolo forlivese si perde sul Monte Falco, “salvato” dal cartello

La storia che vi raccontiamo oggi è una storia a lieto fine grazie alla presenza di un cartello che ha permesso di aiutare una persona smarrita, in buone condizioni fisiche che ha concluso la giornata nel migliore dei modi.

E’ proprio grazie a dei cartelli posizionati e mappati dal Saer (Stazione Mt Falco) all’interno del Parco delle Foreste Casentinesi che molte persone riescono a mettersi in contatto con i soccorsi qualora qualcosa non dovesse andare per il verso giusto.

Ieri pomeriggio la stazione Monte Falco è stata allertata dal 118 per un signore (classe 1954 di Forlì) che si era smarrito all’interno del bosco mentre era alla ricerca di funghi: lasciata l’auto al parcheggio Fangacci poco dopo aver seguito il sentiero CAI 235 l’uomo è sceso nella faggeta, abbandonando il sentiero principale alla ricerca di funghi, e trovandosi su un sentiero secondario che poco si distingueva dal resto del luogo e così ha perso l’orientamento. Un rapido sguardo intorno al luogo in cui si trovava e fortunatamente ha scorto il cartello “Punto di chiamata n° 6075” che il Saer aveva posizionato vicino alla località Ripa della donna e fosso Poggio a 1200 mt di quota.

L’uomo si è così potuto mettere in contatto diretto con la stazione Mt Falco e sul posto sono intervenuti due tecnici che hanno ricondotto il fungaiolo alla macchina in sicurezza e buone condizioni.

“Ricordiamo – si lege in una nota del Soccorso Alpino Emilia-Romagna – che il progetto, realizzato nel 2019 nell’ambito della convenzione “Parco sicuro” in collaborazione con il Parco Foreste Casentinesi e il Parco della Vena del Gesso Romagnola, nasce dall’esigenza di dare la possibilità a tutti gli avventori e frequentatori del luogo, di potersi mettere in contatto con i soccorritori e di essere geolocalizzati in modo celere data la scarsa copertura telefonica. La zona è stata mappata dal Saer ed i cartelli sono stati posizionati in punti idonei ad effettuare chiamate e quelli ritenuti a più alta incidenza di rischio. Una volta che la Stazione Saer riceve la chiamata dal disperso/infortunato, che gli comunica il numero scritto sul cartello, riesce nel modo più rapido a localizzarlo tramite il programma AROGIS o Google Earth e ad inviare la persona in difficoltà. Questa esigenza nasce anche dal fatto che spesso, quando viene effettuata la chiamata di soccorso al 118, le informazioni date all’operatore di centrale risultano scarse ed imprecise, riportando spesso la sola località di partenza, il numero del sentiero in cui si trova o da cui ci si è allontanati smarrendosi e le relative condizioni sanitarie.

Un cartello nel bosco posizionato nel luogo giusto ha fatto si che il pomeriggio di un fungaiolo non finisse, come purtroppo è successo per altri, nella versione peggiore”.

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