CESENA. Un corteo ordinato e silente durato una decina di minuti secondo la Digos. Impegnati a lanciare slogan deprecabili anche con l’ausilio di un megafono secondo alcuni invitati alla cerimonia.
Sono tornati in aula ieri i testimoni del processo sul caso del funerale organizzato da Forza Nuova durante la seconda unione civile della storia di Cesena: datata 5 febbraio 2017.
Mentre i cesenati Matteo Capacci, 24 anni, e Marco Zaccaria 30 anni, salivano in Comune per unire ufficialmente le proprie vite, in giro per il centro Forza Nuova metteva in atto una manifestazione per l’accusa non autorizzata e comunque in violazione della legge Mancino.

Alla sbarra ci sono Mirco Ottaviani, verucchiese di 32 anni, referente romagnolo di Forza Nuova, Roberto Lo Giudice, sanmartinese 44; Elivis Corazza, forlivese 37; Simone Scarciello, 28 di Montescudo-Montecolombo; Desideria Raggi, 40enne faentina responsabile ravennate di Forza Nuova; i riminesi Andrea Pio Loco 48 anni e Andrea Fabbri, 36; Franco Galatei, 64 anni meldolese (difesi dall’avvocato Mario Giancaspro del foro di Perugia); Andrea Barlocco, 31 anni di Santarcangelo e la moglie Sabrina Saccomanni (difesi entrambi dall’avvocato Alessandro Fabbri del foro di Rimini).

Ieri in aula ha parlato l’allora responsabile della Digos Maurizio Maccora che ha ripercorso il tragitto compiuto dalla manifestazione parlandone come di un corteo silente per il centro cittadino e fino a ridosso della cerimonia che stava per iniziare a Palazzo Albornoz.
Poi hanno testimoniato anche alcuni invitati all’unione civile. Che hanno invece evidenziato come il corteo fosse chiassoso ed animato (anche con un megafono) con slogan atti a minimizzare, sminuire e mettere in cattiva luce il senso di quanto stava accadendo all’interno del palazzo comunale. L’udienza è stata aggiornata poi al 5 aprile.

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