«Fatti come questi ci lasciano sgomenti e storditi» così don Claudio Turci nella omelia ha dato voce al sentimento di molti dei presenti, mentre celebrava il funerale per dare l’ultimo saluto terreno a Davide Calbucci, ucciso a coltellate, a soli 49 anni, dal vicino di casa Giuseppe Di Giacomo. Un centinaio le persone dentro la chiesa, il massimo consentito dai protocolli anti-contagio a cui si aggiunge la piccola folla che attende il feretro fuori. In prima fila la famiglia. Alla moglie moglie Iwona, alle figlie Malwina ed Ambra sono destinate le offerte raccolte. Attorno a loro e al loro dolore si è stretta una comunità fatta di parenti e amici. L’appello di don Claudio è stato ad affidarsi alla fede e alla fratellanza per percorrere l’unica strada possibile: «La morte di Davide ci chiede di percorrere lo stretto cammino della pace, quella della giustizia, quella del rispetto e della convivenza lontana da vendette. Non è un cammino facile – ha ammonito – ma l’unico che dà frutti duraturi». All’uscita dalla chiesa il feretro è accolto da un lungo applauso, poi gli ultimi saluti e di nuovo un applauso che accompagna il carro funebre diretto a Rimini per la cremazione.

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