Fumare? Meno tossine con le sigarette elettroniche

Le sigarette elettroniche rilasciano meno tossine rispetto alle sigarette convenzionali. Tutto il mondo ne parla e c’è un vero e proprio boom attorno al consumo delle e-cig. Ma questa volta è un lavoro tutto italiano a confermare questa tesi. I ricercatori del Cohear dell’Università di Catania hanno concluso un lavoro durato due anni e lo hanno pubblicato sull’autorevole rivista scientifica Nature. «I dati in nostro possesso validano molti degli studi internazionali del settore – spiega il professor Giovanni Li Volti, direttore del Coehar – siamo adesso in grado di fornire dati chiari e omogenei per contribuire a diffondere una corretta informazione nel campo della riduzione del danno. Possiamo aprire la nuova strada verso percorsi efficaci e sicuri di cessazione». I ricercatori del team internazionale del progetto Replica (che comprende oltre all’Ateneo siciliano anche centri di ricerca di Grecia, Oman, Stati Uniti e Serbia), hanno voluto replicare tre dei maggiori studi internazionali, testandoli in maniera indipendente. E grazie a questo lavoro hanno dimostrato che tossicità acuta è prevalentemente indotta (circa l’80%) dalle componenti volatili contenute nel fumo di sigaretta piuttosto che dalla nicotina stessa.

Dopo, i ricercatori hanno esposto le differenti culture cellulari alle medesime quantità di nicotina proveniente dai diversi prodotti (sigaretta classica e sigaretta elettronica), dimostrando l’assenza di tossicità connessa all’aerosol delle sigarette elettroniche rispetto alla sigaretta classica. Intanto, uno studio dell’Università di Bologna ha dimostrato che l’esposizione alla nicotina e ai suoi derivati nel pancione della mamma è in grado di produrre alterazioni a lungo termine del sonno e della responsività allo stress di specifiche regioni cerebrali. «I risultati di questo studio evidenziano come il sonno dell’adulto possa essere modulato da eventi che occorrono nel primissimo periodo della vita – spiega Giovanna Zoccoli, professoressa al Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell’Università di Bologna, che ha coordinato la ricerca pubblicata su Scientific Reports – Questi dati sottolineano quindi la grande importanza del controllo delle condizioni ambientali durante la gravidanza, non solo per la salute della donna ma anche per quella a lungo termine della prole». Il lavoro, condotto su topi, ha esaminato gli effetti prodotti sull’organismo adulto dall’esposizione alla nicotina e ai suoi derivati sia prima sia dopo la nascita. Sottoponendo le mamme in dolce attesa a concentrazioni di nicotina pari a quelle prodotte dall’esposizione passiva al fumo di sigaretta, gli studiosi hanno rilevato che i piccoli, una volta diventati adulti, presentano una riduzione significativa del sonno. Inoltre, gli studi a livello cerebrale hanno rilevato nell’ippocampo un’alterazione dell’espressione dei recettori per i glucocorticoidi, gli ormoni dello stress. Una ricerca dell’Istituto europeo di oncologia di Milano, invece, ha proprio di recente dimostrato quanto sia importante smettere di fumare per i pazienti affetti da un tumore ai polmoni. Chi decide di rompere con le bionde, secondo quanto si legge sul Journal of Thoracic Oncology, ha avuti un miglioramento del 29% nella sopravvivenza globale. «Sappiamo che 9 tumori del polmone su 10 sono causati dal fumo di sigaretta e sappiamo che se intercettati per tempo possono essere curati con trattamenti poco invasivi – dice Sara Gandini, responsabile dell’Unità di Epidemiologia molecolare e farmacologica e Professoressa di Statistica Medica all’Università Statale di Milano, coautrice del lavoro – Disponiamo anche di uno strumento di screening, la Tac a basse dosi, che ha dimostrato in studi internazionali di ridurre la mortalità del 25 % nei forti fumatori».

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