Fullin e la sorelle Robespierre a Cattolica: l’intervista

Le sorelle Robespierre arrivano questa sera (giovedì 24 febbraio) al Teatro della Regina di Cattolica grazie alla divertente interpretazione di Alessandro Fullin e Simone Faraon. Maximilian François Marie Isidore de Robespierre aveva molti nomi, un fratello e anche due sorelle, di cui una sarà scrittrice. Malgrado questa verità storica lo spettacolo scritto e diretto da Alessandro Fullin non racconta la loro storia.

«Il nome Robespierre è usato semplicemente per la sua capacità evocativa – spiega Fullin –, è un cognome che subito spaventa quanto una ghigliottina. Ingrediente fondamentale di questo spettacolo è infatti il terrore, qui impersonificato soprattutto dalla figura della madre, interpretata da me. Ho realizzato una sorta di falso storico perché siamo nel 1789 ma la rivoluzione è ambientata a Trieste. I costumi di Monica Cafiero e le scene rimandano allo straordinario gusto dell’epoca».

Quali tematiche affrontano le protagoniste?

«L’amore prima di tutto. È una commedia di donne che parlano di uomini portate in scena da due attori, anche se dopo poco non si fa neanche più caso a questo aspetto. C’è poi il tema della famiglia che talvolta può essere una vera e propria ghigliottina. In una cupa prigione femminile, mentre la cittadina Champignon legge la lista delle prossime condannate, una madre e due figlie (di cui una di cartapesta) si fanno coraggio, rimpiangono la loro spensierata vita, sperano nell’arrivo della grazia ma soprattutto si fanno a pezzi con rivelazioni crudeli e sconvolgenti. L’Ancien Régime è al suo tragico epilogo ma le nostre eroine non hanno tempo per preoccuparsi del Terzo Stato in ascesa. Sono i loro amori infelici quelli che, prima della lama del boia, gli hanno già fatto perdere la testa».

Lo spettacolo è alla sua seconda replica dopo il debutto. Cosa si aspetta dal pubblico romagnolo?

«È un lavoro nuovo e lo porterò avanti ancora a lungo, come amo fare con le mie creazioni. Poi nel tempo ogni spettacolo deve resistere e rispondere alla prova con il pubblico: nel comico è fondamentale cogliere le reazioni degli spettatori alle situazioni proposte. Il pubblico emiliano-romagnolo è il migliore che si possa trovare: colto, curioso e disponibile. In generale le donne della mia età si divertono molto, mentre arrivo un po’ meno ai giovani».

Il suo lavoro fa pensare al grande Paolo Poli. «Una figura che ho sempre ammirato molto nella mia vita». Parallelamente alla sua attività di attore e comico (tra cui la partecipazione a programmi come Zelig Circus), affianca anche la scrittura e la pubblicazione di libri.

«Esatto, il mio ultimo romanzo è Nudo maschile in arancione e giallo (Manni editori) ed è la storia d’amore tra una pittrice e un uomo. Praticamente dal mio punto di vista un libro di fantascienza! Non appena possibile lo presenterò in giro».

Prossimi appuntamenti a Cattolica: domenica 27 febbraio “Mozartiana” con la Filarmonica Arturo Toscanini. Buio in sala alle 21.15.

Info: www.teatrodellaregina.it

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