Nel settembre del 1899, al teatro Vittorio Emanuele II (oggi Amintore Galli), la compagnia drammatica di Ermete Novelli (1851-1919) presenta Papà Lebonnard e Il Burbero benefico. Il successo di queste due recite e soprattutto la padronanza scenica del Novelli, «il più grande artista moderno, il più geniale degli artisti ed il più vero», ci vengono testimoniati dal periodico «amministrativo, politico, letterario» Il Martello. «Oggi – afferma il cronista del giornale il 16 settembre 1899 – per la prima volta abbiamo sentito passare sopra di noi un soffio potente dell’arte vera, dell’arte pura e sublime … Il Novelli è un prisma dalle mille facce, ciascuna più splendente dell’altra … egli esercita sul pubblico un fascino irresistibile, perché è capace di farlo piangere, ridere, esultare, di commuoverlo in ogni senso, in ogni modo; egli conosce veramente l’arte di parlare al cuore umano e sa toccare ogni fibra, sa scuoterne ogni sentimento a suo piacere … Il pubblico per due serate fu fanatico e delirante: gli applausi, le chiamate a proscenio, le grida assordanti, la commozione che era sul volto di tutti non è possibile descrivere».

Ermete Novelli (Archivio F.D.T.)


Un debutto e un’accoglienza trionfali da stupire persino lo stesso Novelli, artista avvezzo alle grandi ovazioni, e da indurlo a meravigliarsi che una città così attenta e interessata all’arte della recitazione non avesse sul lido «che un meschino e grottesco palcoscenico in muratura, laddove servirebbe a meraviglia un Politeama». Il giudizio estremamente severo espresso dal grande mattatore della ribalta nei confronti dell’Arena al Lido – quel «simpatico baraccone» edificato dal Municipio nel 1895 al centro dell’area dell’ex ippodromo –, viene carpito in via confidenziale dal redattore de Il Martello dopo che il Novelli gli ha esternato il suo amore per «quest’angolo di provincia» isolato «da tutto il movimento intellettuale» e il desiderio di volervi mettere le radici. «Intellettuale qual è – sottolinea l’articolista riminese – nel suo breve soggiorno tra noi ha compreso tutto il valore e l’importanza che la nostra spiaggia va acquistando e come Rimini sia diventata la prima e più importante stazione balnearia d’Italia». «Innamoratosi della nostra spiaggia – prosegue il giornalista –, che come una donna piena di seduzione e d’attrattive incatena a sé quanti l’avvicinano, ha subito comperato una bellissima villa a cui ha posto il nome di Villa Olga e dove nei mesi estivi verrà a riposarsi, dando anche varie rappresentazioni».
Un amore a prima vista e pienamente corrisposto, dunque, quello di Novelli per Rimini. Tanto più che la villa, acquistata dall’artista giovedì 21 settembre 1899 con atto notarile ufficializzato nello studio del dottor Luigi Casaretto, è ancora in costruzione. Disegnata da Lodovico Simoncini e messa in fabbricazione dai fratelli Davide e Luigi Fabbri si trova nelle vicinanze del «meschino e grottesco palcoscenico in muratura» e precisamente «a ponente del riquadro del soppresso ippodromo formato dalle strade Flavio Gioia, Ramusio, Duilio e provinciale del Porto». La casa sarà ultimata nei primi mesi del 1900 e l’attore andrà ad abitarla in estate con Olga Giannini (1867-1961), sua compagna nell’arte e nella vita, durante un ciclo di rappresentazioni al Vittorio Emanuele II (Il Martello, 23 settembre 1899 e Verbale della Giunta Comunale di Rimini, 29 luglio 1900).
In quella prima bella stagione del nuovo secolo, che vede Ermete Novelli diventare riminese, nei pressi della sua villa è inaugurato un delizioso lawn-tennis (si veda il Corriere Romagna del 27 agosto 2019). Tra i più assidui di questo «gioco inglese», che attira e alimenta il chiacchiericcio della bagnatura, figurano il geniale protagonista della scena e la “sua” Olga Giannini (1867-1961), definita da La Vita nuova del 29 luglio 1900 «artista egregia di scultorea bellezza».
I due attori, dopo anni di convivenza, nell’agosto del 1910 si sposeranno – giovedì 4 ha luogo la cerimonia civile e giovedì 11 quella religiosa nella chiesa di San Nicolò al Porto – e festeggeranno l’evento nella loro abitazione al mare insieme con una brigata di amici (Il Nautilo, 6 agosto 1910; L’Ausa, 13 agosto 1910). Per aver valorizzato la città con la sua presenza e il suo impegno artistico e civile, Novelli riceverà dal Municipio la cittadinanza onoraria e l’Arena al Lido, da lui stesso resa degna di accogliere le compagnie teatrali più accreditate d’Italia, verrà chiamata col suo nome: teatro Ermete Novelli (Il Momento, 31 agosto 1911).
La villa dedicata ad Olga diventerà col tempo il punto d’incontro di tanti personaggi della ribalta impegnati nelle loro tournée a Rimini. Artisti talentuosi e stravaganti, che riempiranno le cronache dei giornali balneari. Tra questi la memoria va ad Alfredo De Sanctis, Ruggero Ruggeri, Dina Galli, Alda e Lyda Borelli, Irma ed Emma Gramatica e ad Alessandra Drudi, in arte Gea della Garisenda, che legherà la sua fama alla canzone Tripoli bel suol d’amore.
A chiusura del “pezzo” e con sommo rammarico ricordiamo che Villa Olga, museo di storia teatrale e di travolgenti passioni intellettuali, sarà abbattuta nei primi anni Settanta del Novecento per dar spazio alla costruzione del solito, anonimo condominio.

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