Fsc, il marchio che certifica le foreste sostenibili

Non ci sono in Emilia-Romagna foreste “col bollino”, certificate Fsc. Ma c’è una rete di aziende certificate che contribuiscono a immettere sul mercato diversi prodotti che usano il legno di alberi che fanno parte della rete internazionale della sostenibilità.Ma che significa Fsc? È un acronimo che sta per Forest Stewardship council (Consiglio per la gestione forestale). È una ong che ha questo stesso nome a gestirlo e che include tra i suoi membri anche diversi gruppi ambientalisti (come Wwf e Greenpeace) oltre che le industrie che commerciano e lavorano legno e carta e la Grande distribuzione organizzata. Verde ne ha parlato con Diego Florian, direttore di Fsc Italia.

Direttore, cosa significa parlare di foresta gestita in maniera “responsabile e sostenibile”?

«Una foresta è gestita in maniera “responsabile e sostenibile” quando si introducono azioni che mirino a garantire la sostenibilità socio-economica ed ambientale delle attività forestali. La certificazione Fsc di Gestione Forestale assicura che una foresta o una piantagione forestale siano gestite nel rispetto di rigorosi standard che si basano sui 10 Principi e 70 Criteri, tra cui il rispetto delle leggi, dei diritti dei lavoratori, delle comunità, dell’impatto ambientale. In Italia abbiamo circa 75.000 ettari di foreste certificate Fsc»

Quale tipologia di legname si produce in una foresta certificata?

«Non ci sono limiti alle tipologie di assortimenti forestali che si possono produrre in una foresta certificata: dipende dalle sue caratteristiche fisiche, gestionali e dall’obiettivo produttivo del gestore o del proprietario. Esistono foreste certificate gestite per la produzione di pasta di cellulosa, altre per la produzione di segati per l’edilizia o l’arredamento, altre per la produzione di legname per pannelli di compensato o di truciolare, altre per gli sfogliati nobili. Altre ancora per la legna da ardere e addirittura il sughero o la gomma. Molto dipende dalle specie che vi si trovano e – anzi – è molto frequente che da una stessa foresta si possano ricavare molteplici tipi di legname e quindi di prodotti legnosi e non (multifunzione delle foreste)».

Cosa si può fare con il legno che proviene da queste foreste?

«Si può fare letteralmente “di tutto”, dalla carta, agli arredi, dal pellet ai pannelli di compensato, dalle strutture per edilizia agli arredi in legno massiccio, dai tessuti in viscosa (derivato della cellulosa), fino all’uso dei prodotti forestali non legnosi (frutti, funghi, erbe medicinali, sughero e gomma naturale, lattice per guanti, cuscini, palloni e pneumatici)»

Come è possibile a riconoscere i prodotti che provengono da foreste certificate?

«Il legname “certificato Fsc” e i prodotti da esso derivanti possono essere immessi nel mercato solo da proprietari forestali o da aziende di trasformazione/commercializzazione certificati Fsc e registrati nel nostro database pubblico globaleinfo.fsc.org. Inoltre è necessario che siano identificati come “certificati” negli appositi documenti di vendita (fatture) e trasporto. I prodotti finiti certificati, possono essere riconosciuti dai consumatori grazie all’applicazione delle specifiche etichette previste dal sistema Fsc».

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