Frontalieri, via libera alle assunzioni ma stop agli assegni

Cambio di rotta nel mondo del lavoro: liberalizzata l’assunzione dei frontalieri per tutti i settori. Ma alla buona notizia fa da contraltare una doccia gelata: dal 1° agosto cesserà l’erogazione dell’assegno destinato ai frontalieri per i figli minori di 21 anni.

Disoccupazione sotto il 3%

Partiamo dalla liberalizzazione rivolta a tutte le mansioni e a tutti i settori. Il via libera è arrivato nell’ultima riunione della Commissione per il lavoro ed è valida dall’11 luglio al 30 settembre. A seguire si farà un’ulteriore valutazione sulla disoccupazione interna, stabilendo se confermare o sospendere la liberalizzazione. Ad esprimere soddisfazione è il Segretario al Lavoro, Teodoro Lonfernini. «Abbiamo raggiunto una soglia di disoccupazione che era inimmaginabile e non si vedeva da oltre 15 anni. Un paese con il 2.69% di disoccupazione può permettersi di far funzionare il sistema senza troppi vincoli, tenendo conto che la sfera del lavoro frontaliero è ancora estremamente importante». Al riguardo rimarca le ultime norme che hanno equilibrato il lavoro interno e quello esterno, raggiungendo il numero di 7mila unità di frontalieri, mentre l’occupazione interna dei residenti ha proseguito il suo incremento. Sono questi i motivi per cui la Commissione Lavoro «ha scelto che ogni posizione possa essere libera fino al 30 settembre», spiega il segretario aggiungendo che in tale data sarà analizzato l’andamento, «mantenendo una posizione prudenziale e di grande attenzione sugli scenari economici internazionali e di riflesso del nostro Paese». Due le ipotesi. «Se a fine settembre la situazione continueranno in questa direzione il provvedimento resterà in vigore, altrimenti, come già stabilito in Commissione, si useranno gli appositi strumenti legislativi per tornare sui nostri passi», conclude.

Il sindacato

Nelle stesse ore l’Organizzazione sammarinese degli imprenditori esulta: «È un diritto innegabile per un imprenditore, poter scegliere i propri collaboratori, ancor più in aziende di piccole e medie dimensioni», anche per l’attrazione «di nuovi investimenti e dunque per lo sviluppo economico», specie alla luce del percorso «di associazione all’Unione europea».

Revisione degli assegni familiari

Ben diverso il tono della Centrale sindacale unitaria di fronte allo stop degli assegni familiari. «Non c’è tanto tempo per apportare le dovute modifiche al Decreto legge 102 emanato il 7 luglio scorso, – tuonano – visto che dal 1° agosto cesserà l’erogazione dell’assegno per i frontalieri con figli under 21 anni». La Csu afferma inoltre che con una circolare del 17 febbraio scorso, l’Istituto alla Sicurezza sociale invitava i datori di lavoro a chiedere ai dipendenti «chi avesse chiesto di usufruire dell’assegno unico entrato in vigore in Italia dal 1° marzo, annunciandone l’incompatibilità con gli assegni familiari sammarinesi». Segue una stilettata: «La circolare lasciava intendere che chi non avesse richiesto l’assegno unico avrebbe continuato a percepire quelli familiari a San Marino». Poi la proposta: «essendo scaduti i termini per la richiesta con effetto retroattivo, occorre mantenere il diritto di opzione almeno per il 2022». Nel frattempo Csu ha informato i sindacati italiani del Consiglio sindacale interregionale «che valuterà ulteriori iniziative».

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