Negli ultimi giorni si sta discutendo molto riguardo al progetto di realizzazione di una centrale eolica off shore (ovvero in mare) nel mare Adriatico.
In particolare, il progetto presentato dalla società Energia Wind 2020 Srl riguarderebbe l’area antistante la costa tra Rimini e Cattolica. Come Fridays For Future Rimini siamo convinte e convinti che sia necessario realizzare una transizione dalle fonti energetiche fossili alle fonti energetiche rinnovabili. Secondo il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec) del 2019, curato dai Ministeri dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, sono considerate tecnologie innovative l’eolico off shore, il solare termodinamico, la geotermia a ridotto impatto ambientale e l’oceanica.
Queste tecnologie si affiancano ai sistemi di produzione da fonti rinnovabili tradizionali come l’eolico sulla terraferma (on shore), il solare fotovoltaico, l’idroelettrico e il gas residuato dei processi di depurazione. Tra gli obiettivi del Pniec rientra quello di raggiungere una potenza di 300 MW da eolico off shore entro il 2025.
Il progetto del Parco Eolico nell’Adriatico permetterebbe dunque di centrare questo obiettivo e in generale contribuirebbe a diminuire la dipendenza del nostro paese dai combustibili fossili. L’idea di realizzare una centrale eolica nell’Adriatico nasce da lontano. Il monitoraggio della velocità dei venti è iniziato nel 2007, con l’installazione di un anemometro (strumento che misura la velocità o la pressione del vento) sulla piattaforma Azalea B dell’Eni. I dati raccolti sono stati analizzati anche dal Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell’Università di Bologna. Il progetto è dunque fattibile e, secondo il documento realizzato dall’azienda Energia Wind 2020, economicamente sostenibile.
Dal punto di vista ambientale sono sorte molte domande e alcune proteste perché il progetto prevede la realizzazione di 59 aerogeneratori (pale eoliche) alte circa 200 metri. È indiscutibile che queste strutture andranno ad impattare sul paesaggio perché saranno visibili dalla costa. Quello che ci chiediamo è quanto saranno visibili. Gli aerogeneratori più vicini saranno a 10 chilometri dalla costa e modificheranno il paesaggio del mare a cui siamo abituati e abituate. D’altra parte, il progetto non prevede una fila di 59 pale eoliche ma una disposizione ad “archi” dei generatori. In questo modo, i generatori più vicini alla costa copriranno la visuale di quelli più lontani.
Noi non siamo contrari a priori a quest’idea, però vogliamo essere sicuri e sicure che la realizzazione del parco eolico non abbia ricadute eccessivamente negative sul territorio. Aumentare la distanza dei generatori dalla costa potrebbe essere un’idea per attenuare l’impatto visivo. La provincia di Rimini e molte persone nel nostro territorio vivono grazie al turismo ed è logico che siano sorte preoccupazioni per un possibile calo degli arrivi turistici a causa della realizzazione del parco. I turisti e le turiste a Rimini non vengono solo per il paesaggio ma anche perché qui, più che altrove, l’offerta di servizi, l’attenzione all’accoglienza e l’organizzazione di eventi garantiscono la possibilità di trascorrere le proprie vacanze in maniera unica. Si potrebbe realizzare un’indagine per capire le opinioni dei turisti e delle turiste riguardo a questo progetto.
In ogni caso, coinvolgere il più possibile le istituzioni, le persone, le associazioni, le imprese e tutti i soggetti presenti sul territorio è fondamentale per far comprendere l’importanza del passaggio a un nuovo modello di sviluppo basato sulle energie pulite. Aspetteremo ovviamente i risultati della Valutazione di Impatto Ambientale per capire su quest’opera sia rispettosa dell’ambiente. Per noi però realizzare impianti eolici al largo della costa anche in Italia, come fanno da anni in altri stati del Nord Europa, resta un’opportunità più che un pericolo.
Oltre alla riduzione delle emissioni di gas clima alteranti che comporta il passaggio dai combustibili fossili all’energia eolica, questi impianti vengono anche visitati da molte persone e potrebbero aiutare a diversificare l’offerta turistica.
Tra gli aspetti positivi, ci sarà anche un aumento della biodiversità perché i pali sommersi diverranno l’habitat di organismi incrostanti, che sono alla base della catena alimentare. Ogni giorno tutti e tutte abbiamo bisogno di energia e produrla attraverso il vento che soffia nel nostro paese è un passo in avanti rispetto a continuare a dipendere da combustibili come petrolio e gas inquinanti, importati e non rinnovabili.
Ricordiamo anche che sarà data possibilità di espressione ai soggetti portatori di interessi in una successiva fase nell’ambito della valutazione degli aspetti ambientali del progetto definitivo.

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