Frane lungo il fiume Savio, in 8 a giudizio a Ravenna

Sono stati tutti rinviati a giudizio gli otto imputati chiamati a rispondere delle frane che colpirono il fiume Savio portando all’apertura di un fascicolo per disastro ambientale. Nel corso dell’udienza preliminare di ieri pomeriggio, il gup Corrado Schiaretti ha fissato per il prossimo 17 maggio l’inizio del processo: gli imputati dovranno comparire davanti al collegio penale nel Tribunale di Ravenna. I fatti contestati dal sostituto procuratore Lucrezia Ciriello affondano le radici nel lontano 2009, quando fu presentata la domanda per la costruzione di una centrale idroelettrica a Mensa Matellica: la struttura diventò poi operativa nell’estate del 2015, ma solo dopo pochi mesi iniziarono a verificarsi frane e cedimenti a monte della diga che compromisero la tenuta dell’argine del Savio e di ulteriori porzioni di terreno, determinando il dissesto idrogeologico del territorio in cui gli episodi si erano verificati. Un progetto, secondo quanto sostenuto dall’accusa, che sarebbe stato autorizzato nonostante i dubbi manifestati dal responsabile regionale per i fiumi Savio e Bevano. E tuttora l’accaduto continua a pesare su quella che era considerata una zona naturalistica di pregio: i lavori di ripristino sugli argini, infatti, devono ancora essere avviati per motivi tecnico-burocratici. Tuttavia i tempi stringono perché, in base ad accordi presi con le parti civili, il limite ultimo fissato per l’inizio di tali lavori è quello corrispondente all’apertura del processo a dibattimento.

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