Franco Battiato, trent’anni di Giubbe Rosse

“Il percorso artistico di Franco Battiato è la palpabile dimostrazione di un talento che trova la sua massima aspirazione nel sovvertimento delle regole, dove l’esigenza di ricerca si coniuga con il gusto della provocazione, mentre la convivenza fra spiritualità, surrealismo ed ironia raggiunge vertici di spiazzante armonia”.
Questo album, che festeggia trent’anni dalla prima pubblicazione tornando di nuovo disponibile, rientra alla perfezione nel quadro delineato dalle parole di Flavio Brighenti.

Il primo disco dal vivo dell’artista siciliano raccoglie brani quali Alexander Platz, L’Era Del Cinghiale Bianco, L’Oceano Di Silenzio, Centro Di Gravità Permanente, Gli Uccelli, Lettera Al Governatore Della Libia, Mesopotamia, No U Turn, soltanto per citarne alcuni, che dimostrano come Battiato, nel suo modo di fare musica, abbia deciso di puntare sempre in alto, conferendo alla canzone capacità del tutto straordinarie (canzone che il musicista nato a Jonia ha contribuito a cambiare dall’interno, assecondandola e insieme sovvertendola…).

Pezzi – sorretti da una vocalità che si basa soprattutto sull’emotività, sull’altezza del sentimento e non su quella timbrica e di notazione – il cui interesse risiede nei profili che assumono le melodie, nelle strutture armoniche, negli arrangiamenti ritmici, nella cura per il dettaglio e per quanto dai dettagli promana.

E che, in primo luogo, sembrano scaturire da un’ambizione di fondo: riflettere la ricerca filosofica, scardinare veli e ipocrisie del presente, far confluire nell’universo pop i segni estetici del pensiero e dell’arte del Novecento.

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