Francesco Maestri e il “miracolo” dei Falcons di Torre Pedrera

RIMINI. “Miracolo” e “Torre Pedrera” sono parole che a prima vista possono sembrare lontane, ma i sei e forse più gradi di separazione, sono azzerati da un’altra parola: “baseball”.

Come è avvenuto, come sia stato possibile questo piccolo miracolo del mondo dello sport, ce lo racconta Francesco Maestri nel suo “Un’emozione lunga una vita. Il miracolo del Torre Pedrera Baseball” (Panozzo Editore), sulla cui copertina troneggia un falco con la maglietta della squadra, armato non solo dei suoi artigli ma anche della mazza di legno e soprattutto sicuro di sé, tanto da fare l’occhiolino al lettore.

Il libro racconta una storia lunga più di 40 anni, che si deve in buona parte alla curiosità e alla passione di Luigi Bellavista, fondatore di un club diventato ben presto punto di riferimento e centro di aggregazione per i ragazzi della zona nord di Rimini.

L’intento della società è sempre stato quello di dare ai giovani la possibilità di aggregarsi e divertirsi, senza mai ostinarsi al raggiungimento del risultato sportivo. Le vittorie sono arrivate in maniera naturale.

Il miracolo del Torre Pedrera è stato quello di trasformare un gruppo di amici con la passione per il baseball in una vera e propria squadra, composta da persone leali sia in campo che fuori. «Perché il baseball – come scrive l’autore – racchiude in sé gli elementi stessi dell’esistenza, un meraviglioso mix tra individualismo e gioco di squadra».

L’autore Maestri, cesenate del 1981, è cresciuto però a Rimini. Ha giocato nel Torre Pedrera Baseball per più di 10 anni, condividendo la passione per questo sport con il fratello Alessandro, diventato uno dei giocatori più rappresentativi del baseball italiano. In seguito ha viaggiato zaino in spalla, avvicinandosi a nuovi sport e cambiando spesso lavoro. Nel 2007 si è laureato in Informatica e nel 2010 ha pubblicato il romanzo “Sulle spalle del canguro”.

Il volume, corredato da tantissime e belle fotografie, è dedicato a Giovanni Cit, Luca Vitali, Giacomo Matteini, nomi che tutti conoscono nel mondo del baseball. E ha una doppia prefazione, di Bruno Beneck e di Beppe Guilizzoni.

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