Primo via libera per il progetto Cà Ponticelle, con il sì della Giunta regionale alle autorizzazioni per il campo fotovoltaico da 12 ettari, primo tassello dell’investimento da 60 milioni di euro che vede protagonista in primis Eni Rewind e, nel suo terzo step, anche Herambiente coinvolta. Viale Aldo Moro ha dato il proprio sì al provvedimento autorizzatorio unico (che comprende pertanto anche la Valutazione di impatto ambientale) per la realizzazione dell’impianto di produzione di energia elettrica da solare che avrà una potenza di 5,6 Mwp ed una possibilità di immagazzinare 1MWh. Il nulla osta della Regione al piano proposto da Eni new energy spa giunge dopo che a metà dicembre si era espressa positivamente anche la Conferenza di Servizi (ovvero l’insieme di enti di tutela che hanno titolarità sul progetto), dalla quale era giunta l’unanimità dei consensi.

Il primo passo del grande progetto messo in piedi dall’azienda statale assieme alla multiutility con baricentro emiliano-romagnolo ha già il suo presupposto burocratico. Questo ha fatto prendere le mosse anche al secondo step: il Cane a sei zampe infatti ha presentato, la settimana scorsa, l’istanza per il Provvedimento autorizzatorio unico regionale per l’impianto di biorecupero, che rimane quindi concretamente attuabile entro la prima parte del 2023.

Il progetto Cà Ponticelle

Era stata ufficializzata nel novembre scorso la partnership fra Eni Rewind ed Herambiente che avrebbe risanato e riconvertito un’area grande quanto 37 campi da calcio, dove Eni Rewind (già Syndial) costruirà un parco fotovoltaico di 12 ettari (ed ora ci sono le autorizzazioni), oltre all’impianto di trattamento biologico che con la tecnologia biopile renderà riutilizzabili 80mila tonnellate di terreni all’anno. Su questo secondo aspetto, come detto, è partita la richiesta di Eni. Poi, su tre ettari, l’impianto da 60mila tonnellate annue con cui Eni Rewind ed Herambiente si dedicheranno ai rifiuti industriali. Questo terzo stralcio, quello che vede entrambi i gruppi coinvolti, sostituirà con un progresso tecnologico l’impianto che la multiutility ha attivo nel vicino complesso dell’inceneritore sulla Romea. L’attuale stabilimento dove vengono gestiti i rifiuti speciali ne tratta 20mila tonnellate annue, le ulteriori 40 proverranno dai siti del gruppo Eni.

Investimenti e tempistiche

Il campo fotovoltaico da 12 ettari da quasi 6 Mwp sarà dotato di uno stoccaggio sperimentale dell’energia di 1MWh e costerà circa sette milioni di euro. Ora potranno essere avviati i cantieri, di cui sono già visibili sul terreno le fasi preliminari. Ad inizio dell’anno prossimo sarà completato. In quel lasso temporale potrebbero iniziare i lavori per l’impianto di trattamento di terreni inquinati, pensato per bonificare 500 stazioni di servizio di proprieta Eni. Costerà 20 milioni e dovrebbe essere completato nel 2023. Annualità in cui andrà compiuto l’impianto che nasce dalla joint-venture Eni Rewind-Herambiente da 20 milioni.

Il commento dei sindacati

«L’approccio del pubblico su questo progetto che ha al centro la riconversione e l’economia circolare dovrebbe essere da esempio anche per altre partite, dove invece interviene prevalentemente lo Stato, rispetto alle quali rimaniamo al palo», commenta Emanuele Scerra, segretario Femca Cisl Romagna. «Procedere con innovazioni tecnologiche – conclude – tutela l’occupazione e fa bene all’industria oltre che all’ambiente”»

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fotovoltaico

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