Fotografia, torna a Savignano il “Si fest”: nuove date

Fotografia, torna a Savignano  il "Si fest":  nuove date

SAVIGNANO SUL RUBICONE.  La fotografia torna protagonista a Savignano. Sono state annunciate le nuove date nelle quali si svolgerà la 29esima edizione di Si fest, il Festival internazionale della fotografia; l’appuntamento  sarà il 18, 19 e 20 settembre 2020 (e non, come inizialmente previsto, l’11, 12 e 13 settembre: in quelle giornate lo staff sarà comunque presente con uno stand al Mia Photo Fair di Milano). Le mostre saranno visitabili anche nei tre weekend successivi. Il titolo scelto dal direttore artistico Denis Curti è “Identikit. La fotografia come strumento di indagine”: infatti il Festival sarà, letteralmente, un “identikit”, la ricostruzione di un’identità incerta, con l’aiuto delle immagini. Non a caso, al cuore di questa edizione 2020 – e nella radice del suo titolo, Identikit – c’è Ide – Reconstruction of Identities, progetto che unisce in partnership quattro prestigiose realtà europee accomunate dall’obiettivo di ricostruire le identità delle comunità attraverso la fotografia. La fotografia si fa strumento di indagine territoriale, viaggio nella memoria e nel presente di comunità che vogliono rinsaldarsi per guardare al futuro. Il lavoro di indagine è tutt’altro che accidentale nella fotografia. Può cambiare l’oggetto della ricerca, ma la sete di sapere è connaturata alla fotografia, che quasi mai si accontenta di riprodurre passivamente la realtà. Il Si fest, grazie alle Letture Portfolio e al Premio “Marco Pesaresi”, lo sa bene. A volte però la ricerca si fa così minuziosa da assumere i contorni dell’investigazione poliziesca, per volontà stessa dell’autore, che si scopre “detective” in cerca di enigmi da risolvere. Il Si fest 2020 disegna un identikit di questa fotografia dalle tinte decise, a metà strada tra noir metropolitano e giallo a camera chiusa. Storia e presente si sovrappongono, in un viaggio a più tappe.

Identikit. La fotografia come strumento di indagine
C’è la New York violenta di Weegee (pseudonimo di Arthur Fellig), il photo-detective che ascoltava la radio della polizia e arrivava per primo sulle scene del crimine, ma c’è anche la provincia inquieta di Francesco Jodice, che ha perlustrato boschi, campagne e sobborghi per far luce su delitti e misteri. A volte l’indagine diventa abbaglio, come negli storici reperti di Cesare Lombroso, prove a sostegno di teorie senza fondamento. In altri casi, vero e verosimile si confondono: classici come Evidence di Larry Sultan e Mike Mandel o Yellow Press di Helmut Newton ci guidano in un mondo ingannevole, tra prove di fatti incomprensibili, scovate dopo lunghe ricerche d’archivio, e immagini create in studio ispirandosi ai giornali scandalistici e alla cronaca nera. La fiction del resto è fonte di ispirazione costante in un percorso che abbina suggestioni cinematografiche, con omaggi al cinema noir e al lato tenebroso del capolavoro di Fellini 8½, e letterarie, con l’omaggio di Alan Maglio e Luca Matarazzo al genere giallo. Imperdibili i ready-made di Maurizio Galimberti, opere d’arte pop in cui Polaroid e libri diventano una cosa sola. Un esempio perfetto di come l’immaginario di genere possa dischiudere nuovi orizzonti all’indagine artistica.

Progetto IDE – Reconstruction of Identities
Cofinanziato dal programma “Europa Creativa” dell’Unione Europea, il progetto vede il Comune di Savignano sul Rubicone capofila di un partenariato europeo di cui fanno parte la spagnola Ad Hoc Gestión Cultural  di Saragozza, l’olandese agenzia Noor Images (Amsterdam) e i danesi del Copenhagen Photo Festival (Copenhagen). IDE ha come mission la ricostruzione dell’identità di un territorio e di una comunità attraverso il linguaggio della fotografia contemporanea e di conseguenza rappresenta la migliore opportunità per avviare una riflessione sulla progettazione di interventi in grado di contraddistinguere e dare forma alla relazione “Savignano sul Rubicone”, intesa come comunità di cittadini e sistema di relazioni e “fotografia” quale media privilegiato per indagare, testimoniare, spingere alla riflessione.Il tema di Si Fets 2020 è davvero affascinante e misterioso – afferma il Sindaco di Savignano sul Rubicone, Filippo Giovannini – la 29esima edizione sarà molto importante perché ci traghetterà verso l’anniversario del 2021, quando il nostro Festival compirà 30 anni di vita. Un appuntamento che ci vede impegnati sin da ora, proprio per sottolineare la grande importanza del concetto di continuità nella proposta dei progetti culturali.”

Attività extra Festival
Il Mia Photo Fair (dal 10 al 13 settembre, direttore Fabio Castelli) è l’unica fiera in Italia specializzata nella fotografia contemporanea e nella comunicazione visiva, e rappresenta un’ampia piattaforma di promozione, dialogo, confronto e discussione sulla fotografia in tutte le sue varianti, fungendo da importante hub e luogo di incontro per artisti, fotografi, galleristi, curatori, editori, e addetti ai lavori che operano nel settore della fotografia italiana e internazionale. Il Comune di Savignano sul Rubicone sarà al Mia Photo Fair con uno stand Si fest dedicato alle attività in programma nel corso dell’anno: Archivio Marco Pesaresi, con la presenza di Isa Perazzini, madre di Marco, e Presidente dell’Associazione Savignano Immagini; Progetto Ide – Reconstruction of Identities, con le opere di Katerina Buil, fotografa incaricata da Ad Hoc Gestion Cultural, Zaragoza, Sanne De Wilde, fotografa dell’agenzia NOOR Images, Marine Gastineau e Martin Thaulow, fotografi incaricati da Copenhagen Photo Festival, Filippo Venturi, per il Comune di Savignano sul Rubicone; Mariagrazia Beruffi, vincitrice del 28° Premio Si Fest Portfolio “Lanfranco Colombo”; gli autori selezionati dalle Letture Portfolio 2019: Roberto Montanari, Giuliano Reggiani e Ulderico Tramacere.

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