In una fase storica in cui il vissuto di ognuno di noi e il nostro stesso modo di vedere il mondo entrano in discussione, il Si fest 2020 si reinventa per la sua 29ª edizione, a partire da oggi (inaugurazione alle 18.30 alla golena del fiume Rubicone), senza paura di rimettersi in gioco, o meglio, in piazza, così come lungo le strade del centro, fino alle vetrine dei negozi. Rivendicando quella vocazione comunitaria che l’ha visto nascere nel 1992 come “Portfolio in piazza. Incontri di fotografi e di fotografia”.

Lungo la linea di una nuova idea di festival “pubblico”, aperto, diffuso, rappresentato anche dal titolo di questa edizione: “Idee”, idee di fotografia, di mondo, di vita collettiva, da condividere, raccontando il nostro tempo, tra storie, memorie e visioni.

Al centro di questa riflessione collettiva, illustrata ieri alla stampa dal direttore artistico Denis Curti, il progetto europeo Ide Reconstruction of identities che ha unito Savignano ad Amsterdam, Copenaghen e Saragozza, accomunate dal desiderio di ricostruire le identità delle proprie comunità attraverso la fotografia.

‹‹Stiamo già lavorando per l’importante appuntamento della 30ª edizione di questo che è stato il primo e il più longevo dei festival di fotografia››, ha detto Curti. ‹‹Seguendo un doppio binario. Da una parte la conclusione del progetto Ide, che ha avuto Savignano come capofila. Dall’altra, il tema dell’archivio, dell’importanza di recuperare la memoria. Savignano da vent’anni ha demandato alla realizzazione di censimenti d’immagini affidati a nomi importantissimi della fotografia, il racconto del proprio territorio, persone, identità. Io credo che la scommessa che il Comune di Savignano dovrà portare avanti sarà quella della valorizzazione di questo patrimonio che non è soltanto estetico-culturale ma è dotato anche di un valore economico››.

Un esempio calzante di quanto il Si fest 2020 si propone di mostrare in una forma espositiva del tutto nuova, può essere considerata la mostra collettiva Grandangoli, con fotografie tratte dal progetto dallo stesso titolo di Paola Sobrero e Giuseppe Pazzaglia. Fra il 1999 e il 2000 i cittadini di Savignano parteciparono al progetto Grandangoli, fotografando con macchinette usa e getta ciò che doveva rispondere alla domanda: che cosa vorresti fosse ricordato della tua città tra vent’anni?.

La risposta singolare di ciascun abitante si presentò come parte di una narrazione corale, che ora si ripresenta, a cura di Chiara Pirra, in forma “takeaway” (in piazza Borghesi). Il visitatore ha la possibilità da un lato di appropriarsi liberamente delle immagini esposte, dall’altro di diventane autore, lasciando un segno del proprio passaggio. Una mostra quindi “in progress”, come una bacheca pubblica a cielo aperto in cui ogni visitatore contribuisce attivamente con un proprio gesto.

Un festival che fa della riappropriazione collettiva l’elemento fondativo e centrale, riscoprendo i suoi archivi e i suoi straordinari censimenti, commissionati nei decenni da Savignano Immagini a grandi nomi della fotografia. Accanto alle mostre (tutte a ingresso libero), in programma anche in questa edizione: incontri, eventi, workshop, iniziative come il contest “Savignano fotografata dal divano” o il progetto per ragazzi “Si fest kids”.

Da segnalare nella giornata inaugurale l’assegnazione alle 20.30 del 19ª Premio Marco Pesaresi per la fotografia contemporanea, promosso dal Comune di Savignano in partnership con il Comune di Rimini e in collaborazione con Savignano Immagini.

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