Fotografia, il progetto “Luminous phenomena” della riminese Nfc

«Il corpo è un urlo silenzioso. Il suo silenzio è la sua forza» scrive Valerio Dehò nell’introduzione al volume dedicato a Aleksey D’Havlcyon. Da quando il mondo si è fermato, ciò che manca in maniera viscerale e profonda è il contatto tra esseri umani nella sua concretezza, materialità, sensorialità, un contatto inibito da un lessico – e da un apparato di restrizioni fisiche – inquietante: distanziamento sociale, lockdown, isolamento, quarantena, confinamento…

È forse per questo che pare non solo estremamente affascinante ma in un certo senso necessario il progetto della casa editrice riminese Nfc Edizioni, Luminous phenomena, una collana dedicata alla fotografia internazionale che si propone di indagare il rapporto tra uomo e fisicità proprio quando quel rapporto è anestetizzato.

L’idea è di Amedeo Bartolini, direttore editoriale, maturata, non a caso, durante i mesi iniziali della pandemia. I volumi presentano raccolte di fotografie selezionate ad hoc dall’autore, a tiratura limitata e di piccola dimensione, dalle copertine a tinta unita, senza alcuna illustrazione, con al centro il nome dell’artista che sceglie autonomamente quale colore utilizzare. «Deliberatamente e sfacciatamente», il modello non può che essere The pencil of nature di William Henry Fox Talbot, il primo libro illustrato da fotografie mai commercializzato.

Dopo il volume d’esordio sulla celebre fotografa riminese Tarin, Bartolini ha scelto un’artista giovanissima «perché crediamo che la sua ricerca dimostri, nonostante la sua giovane età, grande maturità e coerenza»: si tratta di Aleksey D’Havlcyon, nata in Provenza nel 1993, allieva e musa del grande Lucien Clergue. «I suoi scatti ci hanno colpito per la loro forza e, allo stesso tempo, per la grande delicatezza» dichiarano Bartolini e Guya Bacciocchi, direttrice della collana. Scatti che si fanno narrazioni di ferite, rituali, rapporti erotici. «Aleksey appartiene a una generazione assuefatta alla violenza – scrive Dehò nelle pagine di apertura –, il mondo adulto non le ha dato altre possibilità. Per questo non vi è nelle sue foto la forza dell’oltraggio, dell’eccesso, ma solo i frame di storie vere, vissute o immaginate».

Si tratta per la maggior parte di autoritratti. La forza del corpo di Aleksey deriva dalla sua «posizione copernicana» scrive Dehò, «proviene non certo da regole visive o fotografiche, ma da una scelta etica oltre che estetica», un corpo «attorno a cui gravitano gli astri, i paesaggi, i luoghi o altre persone». E sfogliando le pagine del volume dalla copertina color nude, vediamo “gravitare” attorno ad Aleksey il fratello, gli amici, gli e le amanti, gli sconosciuti.

In una prospettiva dove urge il ritorno al tatto e lo svelamento della fisicità è una condizione recisa, ogni libro di Luminous phenomena è un piccolo, sovversivo itinerario artistico che esplora e celebra la forza del corpo, “urlo silenzioso”.

La terza pubblicazione – un «viaggio sentimentale» – è dedicata all’artista veneta Giulia Agostini, le cui opere sono state recentemente esposte al Center of Photography di New York, al Carrousel du Louvre di Parigi, alla Podbielski Contemporary di Milano. Il libro di Agostini, dalla copertina lime (la gamma di colori è sempre Fedrigoni, Sirio Color) è popolato da scenari onirici e di evasione, Bruce Checefsky le definisce scene di «straordinaria semplicità», come uno stormo di uccelli in volo, le curve sinuose nel panorama vulcanico di Lanzarote, un’amica con una gonna a fiori al polpaccio e calzini bianchi che «guarda il suo futuro» da un muro di cemento armato che «separa i morti dai vivi», con le parole di Angela Madesani. Ci sono anche donne che non temono di mostrare la propria nudità, delicatamente provocatorie e sensuali. Un lavoro, quello di Agostini, che sottende una critica a una società «che considera la donna un oggetto di trastullo dello sguardo e del corpo» scrive Madesani, perché «la nudità è essenza. Sono solo le nostre sovrastrutture mentali, sociali e culturali che la fanno temere».

Dopo il successo dei primi tre volumi della collana Luminous phenomena, la quarta uscita è Alba Zari cui fanno seguito il quinto volume, Cloro, e il sesto Federico Arcangeli.

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