Formula Uno, Minardi: “Questo Mondiale è tra i più belli di sempre”

Giancarlo Minardi, domenica il Mondiale di Formula 1 si deciderà all’ultima gara con Hamilton e Verstappen a pari punti, si sta divertendo anche lei come i tifosi di tutto il mondo?

«Assolutamente sì, questo è davvero uno dei campionati più entusiasmanti di sempre, un corpo a corpo fra due grandi campioni che stanno regalando emozioni… e anche qualche colpo basso».

Il Gran Premio in Arabia Saudita ha vissuto momenti di grande tensione e scatenato polemiche roventi, lei cose ne pensa?

«E’ tutto frutto di una mala gestione che purtroppo si perpetra da un po’ di tempo nella Fia (Federazione internazionale dell’Automobile, ndr). Questo perché manca l’uniformità di interpretazione e lo ritengo molto grave. Poi non c’è un collegio permanente di commissari e così di volta in volta vengono prese decisioni differenti su episodi simili. Così però si alimenta il nervosismo dei piloti, i cui errori sono indotti anche da queste situazioni».

Ha fatto scalpore la contrattazione fra Michael Masi e la Red Bull per decidere le posizioni della ripartenza: pure lei è rimasto stupito come tutti noi?

«Purtroppo non penso sia la prima volta che capiti, ma solamente la prima in cui abbiamo potuto ascoltare il dialogo fra i protagonisti. Me lo fanno pensare i toni molto diretti, con Masi che dice “ti do 2 minuti di tempo per decidere e ti offro…”, significa che questa mediazione si è verificata altre volte. Non è bello, ripeto, perché ad un’infrazione deve corrispondere una punizione precisa e sempre uguale. Solo così si può mantenere l’ordine in pista».

E il tamponamento di Hamilton a Verstappen, dall’alto della sua esperienza come l’ha giudicato?

«Questo è un altro discorso. Ritengo molto grave che Verstappen abbia frenato bruscamente per favorire il sorpasso di Hamilton, invece di rallentare semplicemente. Vero, però, che la certezza di questo comportamento si è potuta avere solo dopo, con i dati delle telemetrie, quindi considero l’approccio dei giudici corretto. L’investigazione successiva era l’unica soluzione. Non mi è piaciuto invece tutto il resto, dalle bandiere rosse alla gestione generale del Gran Premio».

Domenica prossima ad Abu Dhabi come finirà?

«Spero di sbagliarmi, ma temo che Verstappen nella seconda partenza a Gedda abbia fatto le prove per domenica prossima. Cosa intendo? Semplice. In Arabia Saudita tutti hanno gridato al miracolo per come ha sorpassato Hamilton, ma gli è andata bene perché ha trovato lo spazio libero e Lewis non gli ha sbarrato la strada, altrimenti sarebbero finiti fuori entrambi. Temo che ad Abu Dhabi la cosa si ripeterà e se Verstappen non troverà il modo per sorpassare Hamilton alla partenza, andranno fuori tutti e due».

Ma non c’è un modo per evitare un finale così brutto?

«Ripeto, in primis spero di sbagliarmi, però il rischio c’è. Io come tutti i tifosi del mondo vorrei continuare a divertirmi fino all’ultima curva, perché parliamo di due grandissimi campioni, basti pensare che a Gedda il terzo classificato, ovvero Bottas compagno di squadra di Hamilton, ha preso un distacco di 25”. Per evitare l’incidente è necessario che i giudici facciano un breefing pre-gara con i due piloti, nel quale li minaccino di provvedimenti duri nel caso di scontro in pista, ma con punizioni che vadano al di là del limite temporale di questo mondiale».

Farà il tifo per uno dei due?

«Sinceramente no, spero solo che vinca il migliore. Ricordo bene l’unico precedente del 1974, quando Emerson Fittipaldi e Clay Regazzoni arrivarono pari all’ultima gara. Ero all’inizio della mia avventura nel motorsport e tenevo per il pilota della Ferrari. Mi andò male…».

Tornando a Gedda, ha fatto molto discutere la pericolosità del circuito cittadino con tutti quei muretti, il suo giudizio?

«Io non sono contro i circuiti cittadini, anzi, poi trasformarlo, come in Arabia Saudita, nel più veloce al mondo dopo Monza è un altro discorso. Mi sembra soprattutto una grossa contraddizione rispetto a quello che continuano a chiedere, a livello di investimenti, agli altri circuiti in fatto di sicurezza. Tutto legittimo, sia chiaro, ma sembrano usare due pesi e due misure. Basti vedere poi quanto successo in Formula 2 con l’incidente del nipote di Fittipaldi. Ecco, se mi permettete è andata anche bene, perché a gridare al lupo al lupo il giorno dopo sono tutti capaci. E non vado oltre».

In chiusura un commento all’indiscrezione secondo cui l’Enzo e Dino Ferrari nel 2022 potrebbe far parte dei sei Gran Premi scelti per ospitare al sabato la Sprint Race, sarebbe contento da presidente di Formula Imola?

«Al momento non ne sappiamo nulla, abbiamo letto le indiscrezioni di stampa come tutti voi. E posso assicurare che questo non cambia nulla nel nostro programma di lavoro in vista del Gran Premio 2022. Aggiungo che se tutto dovesse rimanere come quest’anno, con una mini-gara che assegna 3, 2 e un punto ai primi tre, allora il nostro interesse sarebbe relativo. Se invece dovesse diventare una seconda gara vera e propria, con punti ai primi dieci, allora le cose cambierebbero. Penso che dietro a queste indiscrezioni ci siano altri discorsi fra Liberty Media e i team e me la cavo con un vecchio adagio, “non dire gatto se non l’hai nel sacco”. Quindi non mi sbilancio, vedremo».

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