L'autodromo di Imola

Con quanti concorrenti dovranno eventualmente vedersela non lo sanno con precisione nemmeno in via Rosselli. Di sicuro con la non lontana Misano. Perché Imola, come anche il circuito marittimo, ha presentato la propria candidatura per ospitare, nel caso, il GP della Cina, qualora dovesse saltare definitivamente per l’allarme Coronavirus. Lo aveva anticipato nei giorni scorsi, in occasione della presentazione del nuovo sponsor della torre Aruba, il presidente di Formula Imola Uberto Selvatico Estense, quando ancora nell’aria c’era solo l’ipotesi. Ieri la Fia ha stabilito che di sicuro in Cina non si correrà il 19 aprile, stabilendo per ora uno slittamento a data da destinarsi. Nella nota della Fia si legge : «Ci auguriamo di poter correre in Cina quanto prima possibile, esprimendo i nostri auguri per il meglio alla popolazione locale in questo momento difficile» e almeno per quest’anno sembra già un addio vero e proprio alla gara in calendario a Shanghai, mentre quella di Hanoi in Vietnam per ora è ferma al 5 dello stesso mese, ma anche questa sarebbe in bilico perché il dilagare del virus, nonostante le misure sanitarie internazionali in atto, per quanto riguarda le zone colpite o limitrofe al momento, sconsiglia l’assembramento di grandi numeri di persone. L’ipotesi slittamento pare però non piacere troppo agli stessi team del Circus che preferirebbero una sospensione definitiva con il GP da traslocare direttamente altrove.
Imola è pronta
«La nostra pista è omologata, lavori non ne occorrerebbero, fermo restando che si tratterebbe sempre di una soluzione tampone e quindi di un’organizzazione in tempi stretti non certo con alle spalle il canonico anno di programmazione – commentava ieri lo stesso Uberto Selvatico Estense –. Diciamo che per ora è tutto molto teorico, ma come ho già avuto modo di dire, di sognare non ce lo impedisce nessuno e noi siamo qui, omologati e con la storia e il fascino del nostro circuito a disposizione di chi volesse utilizzarlo». Imola ha inoltrato già nelle scorse settimane all’Aci la propria candidatura a rendersi disponibile sia per la sostituzione del Gp di Cina che di quello del Vietnam. «In fondo anche in questo campo abbiamo una storia alle spalle» rammenta Selvatico Estense, ricordando come a fine anni Settanta la Formula Uno sbarcò a Imola proprio per la sostituzione di pista di un Gp d’Italia. Ad aprile la pista imolese è sgombra, in attesa dell’arrivo il mese dopo della Superbike, ma si tratterebbe di un lasso di tempo tale da consentire l’una e l’altra corsa senza compromettere il calendario. Anzi.

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