Uberto Selvatico Estense, presidente di Formula Imola, come ha preso la decisione del Governo di non concedere deroghe per l’apertura al pubblico del Gran Premio?

«Con molto rammarico. Avevamo preparato un sistema di sicurezza che pensavamo potesse diventare di esempio a livello metodologico, per garantire la presenza di una parte di spettatori pure in periodi così difficili. Il sindaco Panieri aveva dato la disponibilità a dimezzare la “capienza” da 13mila a 6mila posti, ma non è bastato. Peccato. Le porte aperte avrebbero dato una boccata d’ossigeno ad altri settori economici della città».

Chi aveva comprato i biglietti è giustamente preoccupato per i propri soldi, cosa succederà?

«Saranno rimborsati e senza voucher. Stiamo studiando le modalità e le tempistiche, anche in base alle politiche portate avanti dai nostri partner in questo evento (Ticketone, ndr). Chiediamo scusa ai tifosi e spero capiscano che noi di Formula Imola siamo vittime come loro, se non di più, di questo provvedimento».

Di che danno economico parliamo quindi per Formula Imola?

«Rilevante. Se avessimo potuto vendere tutti i 13mila biglietti, sui due giorni di gare, sarebbero stati circa 4 milioni di euro. In questo caso parliamo di 2 milioni».

Questi mancati incassi la preoccupano per il futuro della società e dell’Autodromo?

«L’aiuto, anche economico, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Imola, che non smetterò mai di ringraziare, è stato fondamentale nel riportare il Gran Premio qui e nell’organizzarlo. E credo che allo stesso modo ci aiuteranno a contenere le ripercussioni finanziarie del rimborso dei biglietti. Ci aspettiamo poi che a calmierare le conseguenze del correre a porte chiuse si impegni pure il Governo».

Sia sincero, dopo il Dpcm di domenica sperava ancora di avere il pubblico alla Formula 1?

«Sì, ci speravo. E vi dico una cosa in più. Da due giorni mi frullava in testa una delle fresi di Senna che adesso illuminano il centro, ovvero quella che recita “per vivere, sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà”. Beh, noi abbiamo sognato e abbiamo confidato in una risposta positiva, ma quella frase a suo modo era premonitrice. La realtà, in questo momento, ha portato a scelte differenti. Pazienza».

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