Alla Segavecchia la tradizione incontra il digitale. Nella cittadina artusiana fervono i preparativi per una delle feste popolari più antiche della Romagna che quest’anno si rinnova pur mantenendo salde le proprie tradizioni. Quest’anno, infatti, sarà anche il pubblico a decretare il carro vincitore, votando direttamente con il proprio telefono attraverso il sito ufficiale della manifestazione.
Dopo mesi di incertezze e preoccupazioni per il futuro della festa, l’evento è salvo. A guidare l’organizzazione c’è il nuovo presidente dell’Ente culturale folkloristico forlimpopolese, il 48enne Gimmy Stefani, subentrato dopo le dimissioni di Mirco Campri, ora nel direttivo con il ruolo di segretario. «Stiamo cercando di mantenere il programma della Segavecchia come tutti gli anni – spiega Stefani – poiché quest’anno abbiamo avuto poco tempo per proporre grandi novità». Eppure, di novità ce n’è una che segna una piccola rivoluzione: «Non sarà solo la giuria ma anche il pubblico che viene a vedere la sfilata a decretare il vincitore – spiega –. Tramite il portale della Segavecchia e un Qr code da inquadrare, si potrà votare ed esprimere così la propria preferenza».
Un’innovazione che non tradisce lo spirito della festa, manifestazione che affonda le radici in rituali del mondo agricolo che propiziavano l’arrivo della bella stagione e le cui prime tracce documentate risalgono al medioevo. La tecnologia, dunque, si mette al servizio della partecipazione popolare, da sempre cuore pulsante della Segavecchia. La manifestazione, in programma dal 7 al 15 marzo, sarà organizzata in collaborazione con l’amministrazione comunale che si occuperà della macchina organizzativa generale mentre l’Ente si concentrerà sui carri allegorici e sulla sfilata. Il programma ricalca quello consolidato delle scorse edizioni: luna park, le due tradizionali sfilate dei carri allegorici e, come da copione, la sera del 15 marzo il momento clou con il taglio della vecchia, quando il fantoccio viene segato a metà liberando dolciumi e giocattoli per i presenti. Quest’anno sfileranno ben cinque carri di Forlimpopoli, più del doppio rispetto all’edizione precedente quando erano due. «Tra i gruppi nuovi – spiega Stefani – ce n’è anche uno composto da ragazzi appena maggiorenni. È un segnale importante per il ricambio generazionale». La realtà associativa conta oggi tra i 60 e i 70 volontari. «Stiamo cercando di dare un compito a ciascuno – spiega il presidente – perché la gente, se non si sente direttamente coinvolta, rischia di allontanarsi. Vogliamo invece che tutti si sentano parte attiva della festa che si terrà nel cuore di Forlimpopoli». Lo sguardo è già rivolto al futuro: per il 2026 l’ambizione è quella di ampliare il programma con eventi infrasettimanali, per rendere la Segavecchia ancora più coinvolgente e distribuita nel tempo.