Forlimpopoli. La cucina secondo Pupi Avati, al regista il Premio Artusi 2022

“La cucina deve essere raccontata con rispetto e con verosimiglianza”. Parola di Pupi Avati che, sotto le stelle di agosto, stringe fra le mani il Premio Artusi appena ricevuto. La cerimonia di consegna del riconoscimento, assegnato dal Comune di Forlimpopoli su indicazione del Comitato Scientifico di Casa Artusi, è andata in scena nella serata del 4 agosto, compleanno del grande Pellegrino. “Da tempo inseguivamo il maestro Avati per assegnargli questo riconoscimento – ha sottolineato la sindaca Garavini – perché lo riteniamo interprete perfetto dell’insegnamento artusiano, secondo il quale il cibo non è solo un nutrimento del corpo, ma anche dell’anima”.

E Pupi Avati non si è sottratto all’invito di raccontare il suo rapporto con Artusi (“Per poco non ho fatto in tempo a incontrarlo” scherza), aprendo il suo cassetto dei ricordi con generosità: la grande cucina di via San Vitale dove sua madre preparava le tagliatelle e lo zucchero caramellato sul tavolo di marmo; la pentola del brodo che a volte veniva usata anche per la crema; le granite fatte con la neve; e soprattutto il manuale artusiano gelosamente custodito in uno stipo della credenza e consultato come ‘testo sacro’ nei casi di diatribe per la preparazione di una ricetta. “Era uno dei due grandi libri presenti a casa mia – ha ricordato il maestro – insieme ai ‘Promessi sposi’”.

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