Forlimpopoli e Modigliana nel segno di Dante

C’è un filo che lega e collega Forlimpopoli con Modigliana: quello del grande interesse che le due comunità nutrono per realizzare esperienze culturali, possibilmente condivise. «Quest’anno si svolgono nel segno di Dante – spiega la sindaca della città di Artusi, Milena Garavini – e un intero territorio viene unito e promosso grazie alla passione e all’intraprendenza di cittadini e istituzioni». Le due cittadine quindi rendono omaggio al grande Fiorentino a 700 anni dalla scomparsa con una mostra diffusa, composta di quattro fasi espositive, uno degli eventi “a latere” di “Dante. La visione dell’arte” ospitata ai Musei San Domenico di Forlì e conclusa l’11 luglio. Tanti, naturalmente, gli attori in gioco: dai curatori, Giancallisto Marzolini dell’Accademia degli Incamminati e Paola Gatti, a Caffè Michelangiolo, Ics Fectori Art, al Circolo fotografico La Roccaccia. «Un bell’esempio di collaborazione diretta – commenta il sindaco di Modigliana, Giancarlo Jader Dardi – che vede anche l’apporto decisivo della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì: con i suoi bandi riveste ormai un ruolo di stimolo e di coordinamento per realtà locali e Amministrazioni!».

È Forlimpopoli a inaugurare la manifestazione, il 4 settembre, si apre infatti “Dantesca” alla galleria “A casa di Paola” (via Costa 22). Insieme a Orlando Piraccini Paola Gatti propone bozzetti e tavole di Roberto Casadio ispirati all’“Inferno”. “A l’altra riva fra la perduta gente” raccoglie dipinti, disegni, acquerelli del maestro forlivese prematuramente scomparso lo scorso anno, in parte inediti e in parte in mostra nel 2010 alla Fondazione CaRisp di Forlì, frutto di un lavoro di confronto, ricerca e collaborazione fra l’artista e il grande amico Andrea Brigliadori.

«Ci è sembrato importante – spiegano Mimma Casadio e Orlando Piraccini – mostrare attraverso bozzetti e disegni l’intero processo creativo attraverso il quale si giunge alle tavole. L’opera sull’Inferno di Casadio è un unicum nella pur vasta produzione sul tema: Casadio si muove infatti come fosse un illustratore prestato al teatro, ed è una scena teatrale quella che sembra aprirsi davanti a noi, una scena che parla di Dante, certo, ma anche di una società contemporanea segnata dai mali, davanti a cui il pittore non chiude gli occhi, anzi esprime il proprio giudizio». Dall’11 al 19 settembre ci si sposta a Modigliana per le altre tre esposizioni, momento importante della festa “Interno ‘800”: “Convivio”, allestita all’Ex filanda di Modigliana, in via Don G. Verità, curata da Accademia degli Incamminati e Caffè Michelangiolo, “Che muove il sol e l’altre stelle” all’ex Chiesa di San Rocco di piazza Pretorio a cura di Ics Fectori Art, e “Suggestioni Dantesche” alla Sala della Misericordia di piazza Oberdan, allestita dal Circolo fotografico La Roccaccia.

«Queste tre mostre – sostiene Giancallisto Marzolini – sottolineano la vocazione artistica di Modigliana, anche relativa alle avanguardie, e che affonda le radici nel rapporto con Silvestro Lega. E se a “Convivio” abbiamo inteso dare una dimensione internazionale e il carattere di un vero e proprio banchetto, con un lungo tavolo da cui il pubblico può prendere le riproduzioni di opere esposte, con le altre mostre abbiamo dato voce e spazio a realtà locali, di giovani e di artisti che si sforzano di rivitalizzare gli spazi cittadini».

Dal 25 settembre all’8 ottobre si torna invece “A casa di Paola” a Forlimpopoli col secondo atto di “Dantesca”: “Forme, segni, colori. Pellegrinaggi danteschi”. Si tratta di opere di artisti “amici” della galleria artusiana, che guardano a loro volta alla “Commedia”, oltre a tavole grafiche eseguite negli anni ’70 da Mario Bertozzi. Un mostra diffusa, quindi, mentre il fatto che la tomba di Pellegrino Artusi a Firenze e la statua di don Giovanni Verità di Modigliana siano state realizzate dallo stesso artista, Italo Vagnetti, aggiunge altri elementi di collegamento fra le due città, e apre altre linee di sviluppo per una ricerca, per una collaborazione.

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