“L’Europa deve porre al centro della sua azione una politica industriale che salvaguardi la nostra autonomia strategica, le nostre imprese e il nostro lavoro dalla concorrenza sleale di altri continenti”. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, rispondendo questa mattina alle domande dei cronisti al Meeting di Comunione e liberazione in corso a Rimini, torna anche sulla vertenza Electrolux (1.700 esuberi in Italia, ndr), precisando che “a settembre riprenderanno gli incontri, sia a livello tecnico sia poi come tavolo ministeriale, affinché l’azienda ci presenti, come da me richiesto sin dall’inizio, un piano industriale sostenibile e condivisibile che punti allo sviluppo e al rilancio dell’industria dell’elettrodomestico nel nostro Paese”.
Anche per questo il ministro si è fatto “promotore in Europa, insieme ai governi tedesco, francese e polacco, di un processo di revisione regolamentare che ponga l’elettrodomestico quale settore centrale della politica industriale europea”. Dunque “anche l’elettrodomestico come l’auto deve essere dichiarato un settore strategico”, così, precisa Urso, da mettere in campo “un piano europeo per l’elettrodomestico, misure di salvaguardia adeguate a contrastare la concorrenza sleale asiatica che oggi ha campo libero nel nostro continente”. L’obiettivo, conclude, è “costruire con l’Electrolux un modello, che deve essere condiviso ovviamente dal sindacato, per superare questa fase in attesa che entrino in vigore le nuove norme che abbiamo chiesto alla Commissione europea così che il settore possa avere una prospettiva industriale nel nostro continente considerando il fatto che in questi ultimi anni hanno chiuso decine di stabilimenti di produzione elettrodomestici in Europa”.