Forlì torna a farsi esplorare, con un calendario di 15 date e 26 visite guidate e gratuite, che fino a dicembre toccheranno nove luoghi del patrimonio artistico cittadino. Non solo per i turisti, ma anche per i forlivesi che magari passano accanto quotidianamente a opere senza conoscerne la storia. Con la seconda edizione di “Esplora Forlì”, spiega stamane in conferenza stampa il vicesindaco e assessore alla Cultura, Vincenzo Bongiorno, si punta però anche a “far incontrare le persone e portarle alla scoperta e riscoperta delle radici e dell’identità cittadina”. Le visite “sono occasioni di incontro e condivisione di esperienze” e si propongono pure come “un ponte tra le diverse generazioni, perché la nostra strategia è che la cultura deve essere per tutti grazie a modalità divulgative”. In programma ci sono alcune delle visite proposte l’anno scorso, che hanno riscosso molto successo, ma anche diverse novità.
I Mosaici del volo, per esempio, riaperti la settimana scorsa (con più di 500 visitatori in due giorni). Ma anche il Museo Civico di San Domenico con le nuove sezioni de I Grandi Donatori e la Collezione Verzocchi, una raccolta di 70 dipinti dei principali pittori del Novecento. O la Bas-Biblioteca Comunale Saffi di Palazzo Romagnoli dove, camminando lungo le sale, si potranno scoprire, accanto a libri e vinili, tante opere del Novecento. Come pure, in occasione del centenario della scomparsa del tenore forlivese Angelo Masini, una visita ai suoi ricordi conservati nel Museo romagnolo del Teatro di Palazzo Gaddi. Tornano le passeggiate nel Miglio Bianco e quella dedicata alla Romagna di Marco Palmezzano, la visita al Campanile di San Mercuriale, al Cimitero monumentale, alla Rocca di Ravaldino, l’apertura straordinaria dei Depositi archeologici durante le Giornate Europee dell’Archeologia (il 12 giugno).
L’assessore al Turismo Kevin Bravi, dal canto suo, fa capire che il Comune non si vuol fermare qui: “Ci sono tante iniziative ed eventi che vogliamo attivare per arricchire ancora l’offerta”. Bravi pensa per esempio al Museo dell’aquilone che, seppur legato al Festival di Cervia, non sarebbe limitato alle date di quella manifestazione e richiamerebbe i giapponesi, che sono dei grandi appassionati. Forlì, prosegue, fa rete anche con altre città su molti temi. Come l’aeroporto, sul quale “stiamo lavorando parecchio perché deve portare ricchezza a tutto il territorio”. Quanto alla ricettività, il Comune ha attivato il tavolo del turismo, con al centro proprio questa questione, sia perché “ci siamo stancati di gente che è costretta a trovare alloggio nei territori limitrofi”, e perché “con la tassa di soggiorno può ottenere beneficio tutto il territorio”.